Il dolore
Tirrenica, Marras scrive a Napolitano
Presentato il documento che la Provincia di Grosseto invierà al Presidente della Repubblica, al Governo e alla Regione
GROSSETO. «La nostra non è una opposizione, ma una piattaforma che indica criticità e reclama delle soluzioni. Ci aspettiamo di avere risposte rapide e adeguate». Il presidente della Provincia Leonardo Marras sintetizza così il senso del documento che la giunta provinciale ha approvato e che sarà inviato a tutti, dal Presidente della Repubblica ai parlamentari locali, ai consiglieri regionali. Su un argomento unico e quanto mai spinoso: l’autostrada tirrenica e il suo tracciato.
Le procedure. Il documento denuncia, innanzitutto, una difformità tra il progetto preliminare e il definitivo: quest’ultimo, infatti, «rispetto al progetto preliminare approvato dal Cipe nel 2008, è riferito solo a circa la metà dell’intero tracciato e quindi di fatto fraziona in più parti l’opera approvata con il preliminare. Inoltre Sat ha operato una scelta progettuale antitetica rispetto al preliminare e pertanto avrebbe dovuto procedere a una nuova approvazione del progetto». Per la Provincia è necessaria una nuova valutazione di impatto ambientale.
Complanari assenti. Altra questione è l’assenza di previsione, da parte di Sat, di un’adeguata viabilità di servizio. A nord si va sulla vecchia Aurelia, non si collegano i poli produttivi di Scarlino e del Madonnino, né le attività agricole esistenti o i porti turistici di Puntone, Punta Ala, Castiglione e Marina di Grosseto. A sud non si prevede più la trasformazione dell’attuale Aurelia in Strada Parco, né si prevede una adeguata viabilità complanare, ma solo una stradina discontinua con una carreggiata di soli 7 metri. Né, peraltro, si permettono adeguati collegamenti con i porti e i centri abitati e turistici di Orbetello, Monte Argentario, Isola del Giglio e Ansedonia.
Il pedaggio. La Provincia rileva che le indicazioni del Cipe «non garantiscono nei fatti nessuna esenzione del pedaggio per i residenti e per i mezzi di servizio e di soccorso, determinando forti preoccupazioni negli enti locali e tra i cittadini che si troveranno costretti a pagare il pedaggio su una infrastruttura pubblica, che loro stessi hanno contribuito a realizzare con il versamento delle tasse».
Attraverso Grosseto. Nell’incertezza sull’esenzione dal pedaggio e nell’assenza di una adeguata viabilità complanare, è più che concreto il rischio che sull’abitato di grosseto si riversino, secondo studi Sat, circa 5mila mezzi al giorno, oltre ai mezzi di cantiere nella fase di costruzione dell’autostrada. Gli effetti sulla la qualità della vita degli abitanti sono immaginabili e la Provincia torna a chiedere che il tratto Grosseto nord – Grosseto sud della quattro corsie rimanga in aperto come tangenziale del Capoluogo a servizio della città.
Niente lotto 4. Manca, ad oggi, il progetto definitivo relativo al lotto 4, da Grosseto sud a Fonteblanda. Il definitivo del 2011, contrariamente al preliminare prevedeva l’adeguamento in sede della attuale Aurelia. Resta irrisolto il problema dei collegamenti con la frazione di Alberese e la questione dell’impatto paesaggistico-ambientale nell’attraversamento della Fattoria del Collecchio, tutto dentro al Parco della Maremma.
Il lotto di Orbetello. Si contesta che si voglia far passare una strada senza tenere conto della componente idraulico-idrogeologica «nonostante il grave evento alluvionale che ha colpito Albinia e la campagna circostante nel novembre 2012». Inoltre la nuova arteria precluderebbe espansioni urbanistiche a Fonteblanda, delle Terme dell’Osa, e delle aree produttive di Albinia. E poi «l’affiancamento alla ferrovia nella zona di Campolungo, determina un’interferenza non accettabile con le attività artigianali e industriali», insomma, capannoni da buttare giù per far passare l’autostrada.
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