Il dolore
Inquinamento I dati del Comitato finiscono al Tar
L’assessore provinciale Siveri aveva annunciato querele Gli ambientalisti anticipano e vanno al contrattacco
SCARLINO. Quei dati non sono falsi. È soltanto diversa «l’interpretazione». Ma in ogni caso, entrambe le versioni sembrano destinate a finire sui banchi di un tribunale. E se l’assessore all’Ambiente Patrizia Siveri al momento ha solo anticipato l’intenzione dell’amministrazione provinciale di portare la questione di fronte alla magistratura, i Comitati ambientalisti hanno già anticipato le tappe. «Sappia l’assessore che proprio quei dati li stiamo portando noi del “Comitato del NO all’inceneritore di Scarlino” alla magistratura amministrativa (Tar) e che, soprattutto, non sono falsi, visto che sono tratti dallo studio Asl, ma solo diversi nell’interpretazione che ne facciamo», dice il presidente Mario Monciatti, che invita l’amministratrice a un confronto pubblico.
La risposta dei comitati alle parole della Siveri è chiara e riprende testualmente le parole dell’assessore riportate nei giorni scorsi, quando ha parlato di querelare gli ambientalisti: «I dati epidemiologici che i comitati ambientalisti stanno diffondendo da un po’ di tempo sulla presenza di inquinamento nelle zone critiche della provincia, come la piana del Casone, sono falsi — ha detto Siveri, riferendosi all’incidenza che le emissioni delle aziende del Casone di Scarlino hanno sulla salute dei cittadini, sostenuta dai comitati — Non sono relativi a quella realtà. Dobbiamo fare chiarezza ma con le cose serie. Senza fare terrorismo psicologico». Un concetto che a detta degli ambientalisti «è un errore di metodo e di merito».
Di metodo, perché «ci sembra la solita maniera per cercare di far tacere, con minacce e querele, le voci di cittadini che lottano per la loro salute, economia ed ambiente» continua Monciatti. Un metodo, insomma, «inopportuno – dicono gli ambientalisti - specie per un rappresentante di un partito che fa riferimento nel nome alla democrazia».
Ma c’è un errore soprattutto nel merito, secondo il presidente del Comitato del No. «Non si capisce a cosa l’assessore si riferisca, in quanto vengono citati “dati epidemiologi sulla presenza di inquinamento”, frase che non ha alcun significato – spiega Monciatti - Forse l’assessore si riferiva ai dati epidemiologici conseguenti alla presenza d’inquinamento». Gli stessi che gli ambientalisti hanno portato davanti al Tar per chiedere l’annullamento delle nuove autorizzazioni rilasciate all’impianto per la sua attività d’incenerimento. «Noi i dati – continua la nota - li valutiamo tenendo presente il principio di precauzione, con un’analisi cioè cautelativa, come riteniamo dovrebbe fare l’Asl, considerato che come dice Arpat:“i limiti alle emissioni sono limiti tecnologici e non sono né limiti ambientali, né sanitari”. Una strana inversione di ruoli, ci sia consentito dire».
Ma la polemica non serve a nessuno. Per questo Monciatti lancia un appello a Siveri: «Non ci siamo mai sottratti al confronto con le forze politiche ed amministrative comunali e provinciali. Anche oggi auspichiamo un confronto e diamo la nostra disponibilità ad un pubblico dibattito, che se è mancato non è certo per colpa nostra».
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