La manifestazione
«Dall’incognita pedaggio alle complanari, servono risposte»
Il dibattito sull’autostrada può ridursi solo ai 22 chilometri tra Fonteblanda e Ansedonia. Questo il senso del documento approvato dalla giunta provinciale per chiedere risposte veloci e adeguate...
Il dibattito sull’autostrada può ridursi solo ai 22 chilometri tra Fonteblanda e Ansedonia. Questo il senso del documento approvato dalla giunta provinciale per chiedere risposte veloci e adeguate alle questioni ancora aperte sul tracciato della nuova autostrada. Una delibera di indirizzo che «abbiamo approvato – spiega il presidente Marras – dopo aver raccolto le posizioni dei Comuni. Si è pronunciato contro solo il Comune di Capalbio». Marras chiarisce che il documento non è contro l’autostrada. «Noi – dice - l’autostrada la vogliamo e se qualcuno non la realizza è perché non ha la dimensione economico-finanziaria per farlo. Non vorrei che dietro a tutto ci fosse la volontà di cercare un capro espiatorio. Noi però – aggiunge – vogliamo un’autostrada che aiuti il territorio e non lo calpesti. Purtroppo rischiano di passare in primo piano le esigenze finanziarie di chi deve risparmiare nel realizzarla e ci vogliono far credere che il paesaggio da tutelare sia solo ciò che si vede, senza considerare le persone che ci vivono». I problemi che il documento elenca sono tanti, Marras si sofferma solo su alcuni, a partire dalla questione pedaggio. «Ci parlano di esenzioni fino a Grosseto sud entro i 20 chilometri, e solo per i primi 5 anni di concessione, ma con 20 chilometri da noi non si esce nemmeno dai confini comunali. Occorre garantire che chi lavora abbia la possibilità di spostarsi senza perdere potere di acquisto e 18 centesimi a chilometro tutti i giorni per andare a lavoro a Piombino sono un bel problema che non si può risolvere chiudendo le acciaierie».
E poi la questione complanari, il fatto che «per andare ad Alberese servirà l’elicottero», e l’attraversamento di Grosseto da parte di migliaia di mezzi al giorno, che non hanno alternative all’autostrada, e la mancanza di collegamenti con porti, siti produttivi, frazioni, il fatto che Sat non tenga in minima considerazione il problema del rischio idraulico ad Albinia. «Ci aspettiamo – conclude Marras – risposte rapide e adeguate. Il timore è che si arrivi alla saldatura tra gli ambientalisti della malinconia delle nuotate in solitario alla Feniglia e l’efficientismo del purché si faccia spianiamo anche le colline. La nostra non è una opposizione, ma una piattaforma che indica criticità e reclama delle soluzioni».
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