Il Tirreno

Grosseto

Assedio a Bellumori In sette presentano la richiesta di sfiducia

di Sabino Zuppa

Capalbio, 4 membri della maggioranza e 3 dell’opposizione protocollano l’atto: il sindaco potrebbe avere i giorni contati

3 MINUTI DI LETTURA





CAPALBIO. Potrebbe concludersi bruscamente la carriera politica di un sindaco che, fino a non molto tempo fa, sembrava inattaccabile e indistruttibile. Questa mattina, al protocollo del Comune di Capalbio, verrà presentata la richiesta ufficiale di sfiducia per il sindaco Luigi Bellumori che, entro pochi giorni, rischia di concludere anticipatamente la sua esperienza al palazzo comunale per una richiesta firmata da sette consiglieri.

Si tratta di quattro membri della maggioranza, Patrizia Puccini, Paolo Simoni, Giorgio Stefanelli e Donatella Tocci, e tre consiglieri dell’opposizione: Laura Chionsini, Mauro Pellegrini e Mauro del Vecchio ai quali non si sono uniti per il momento i due capigruppo. In realtà l’ex vice sindaco Settimio Bianciardi per il gruppo misto e l’ex sindaco della piccola Atene Lucia Biagi per l’opposizione si sono presi apparentemente del tempo per riflettere ma, visti i trascorsi, sembra difficile che saranno proprio loro a salvare Bellumori. A far precipitare le cose sarebbero state le vicende burrascose del recente congresso del Pd a Capalbio dove proprio Marco Simiani, il candidato perdente, sembrerebbe aver dovuto rinunciare a ben 43 voti finiti in schede bianche proprio a causa di alcuni avvicendamenti nella lista Simiani per i candidati al direttivo provinciale. Al primo posto sarebbe apparso stranamente Luigi Trabucco, membro della giunta Bellumori al posto di Isabella Ranieri che era la responsabile capalbiese per il comitato per Renzi. Questione che ha creato un gran subbuglio nell’ambiente politico e ha indotto il gruppo misto di Bianciardi, uscito dalla maggioranza poco più di un mese fa, a lanciare la mozione di sfiducia coinvolgendo l’opposizione per arrivare al numero necessario di 2/5 di consiglieri. Dunque una questione amministrativa, ma anche politica, visto che negli ultimi giorni era stata anche negata la tessera del Pd a Settimio Bianciardi reo, secondo alcuni, di essersi posto in maniera critica nei confronti dell’amministrazione. A dire il vero la storia e le indiscrezioni recenti non lasciavano presagire nulla di buono per il prosieguo del mandato di Bellumori perché, dopo l’uscita da Vivere Capalbio di Settimio Bianciardi, le cose erano andate sempre più peggiorando: dapprima con l’uscita di altri quattro membri, poi con la seduta contrastata dell’ultimo consiglio comunale quando rimasero sei consiglieri e il sindaco a votare i punti all’ordine del giorno. Infine con un incontro avuto tra Bellumori e il gruppo misto, circa dieci giorni fa, dove evidentemente non è stato trovato nessun accordo per continuare l’attività amministrativa in maniera concorde. Adesso il sindaco, per evitare la caduta che porterebbe ad un commissariamento fino alle prossime elezioni amministrative del 2014, dovrà convincere qualcuno dei firmatari della richiesta a tornare sui suoi passi. Al voto sulla mozione di sfiducia, infatti, lui non potrà partecipare e dalla sua parte ci saranno sicuramente solo 6 dei 17 componenti del consiglio: dall’altra parte i sette richiedenti la sfiducia più Bianciardi e la Biagi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa