Proteste
Oggi Bertini davanti al giudice Dall’autopsia attese risposte
GROSSETO. Sergio Bertini, dalle prime ore di sabato è rinchiuso nel carcere di via Saffi dove questa mattina incontrerà il giudice per le indagini preliminari. Alle 10 infatti è in programma l’interro...
GROSSETO. Sergio Bertini, dalle prime ore di sabato è rinchiuso nel carcere di via Saffi dove questa mattina incontrerà il giudice per le indagini preliminari. Alle 10 infatti è in programma l’interrogatorio di garanzia durante il quale il tecnico informatico accusato di aver ucciso Irina Meyntser, la sua compagna quarantasettenne, potrà raccontare quello che è successo domenica 13 ottobre nel loro appartamento in via Ansedonia, dove la coppia viveva. Potrebbe parlare Bertini oppure potrebbe continuare a tacere, così come ha fatto davanti ai pm Laura D’Amelio e Marco Nassi.
E sempre questa mattina si svolgerà l’autopsia sul corpo di Irina. Un accertamento importante che servirà a chiarire le cause della morte della donna. Secondo gli investigatori, la colf di origini ucraine che da otto anni viveva in città, potrebbe essere stata strangolata dal suo compagno nel loro appartamento, poi spogliata e quindi gettata nel dirupo sulla strada di Torre Ciana. Potrebbe, perché lo stato di decomposizione del cadavere non ha permesso al medico legale che ha svolto la ricognizione di aggiungere altri elementi. E stabilire, ad esempio, se la donna sia stata anche ferita con un coltello. L’appartamento di via Ansedonia è stato posto sotto sequestro. Mercoledì, probabilmente, a Grosseto torneranno i carabinieri del Ris di Roma, per le analisi tecnico-scientifiche di quello che è stato indicato, al momento, come il luogo del delitto.
Bertini è accusato di omicidio volontario e occultamento del cadavere: non ci sono altri indagati e non ci sarebbero nemmeno elementi per pensare che il mago dell’informatica, l’uomo perbene che dava sempre il buongiorno sulle scale, sia stato aiutato da qualcuno a fare sparire il corpo della sua compagna.
La notizia della morte di Irina ha sconvolto la comunità ucraina di Grosseto. Una comunità unita che giovedì ricorderà la donna uccisa durante la messa ortodossa. «Sono rientrato ieri dall’estero - dice padre Nicola - e ho letto quello che è successo. Durante la celebrazione della messa dei defunti ricorderemo anche Irina. Io non la conoscevo personalmente, non frequentava la nostra parrocchia. Ma sono sicuro che le altre donne della comunità vorranno fare qualcosa per lei». Anche solo pregare per quell’amica gettata in una scarpata dopo essere stata uccisa. Una fatto che nessuno si sarebbe mai aspettato in una città come Grosseto. (f.g.)
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