Il Tirreno

Grosseto

Sos pesca a strascico e rifiuti selvaggi Arriva la task force

di Renzo Wongher

Il Comune fonda un Tavolo blu per difendere il settore ittico Tra gli obiettivi migliorare servizi e tracciabilità dei prodotti

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PORTO SANTO STEFANO. È nato a Porto Santo Stefano, su iniziativa del Comune di Monte Argentario, il “Tavolo Blu”, un osservatorio dedicato alla pesca. A farlo nascere sono stati quattro amministratori comunali: Alessandro Roncolini, Luigi Scotto, Mario Ballini e Fabrizio Arienti. Il “tavolo” è diventato subito adulto essendo già stato riconvocato per sabato 9 novembre e per tutti i sabato successivi a settimane alterne e per aver affrontato subito alcuni problemi concreti. Ha condotto i lavori Alessandro Roncolini incaricato del settore “pesca”. Hanno partecipato all’incontro operatori della piccola pesca e della pesca a strascico.

Roncolini ha illustrato subito le finalità del tavolo, la principale delle quali è quella di portare a conoscenza dell’amministrazione comunale i problemi della pesca e che i pescatori incontrano. Problemi che non toccano solo la categoria ma tutto il vasto indotto che ruota attorno a questa millenaria attività.

Intanto l’Argentario avrà voce in capitolo anche nell’organizzazione dei Gac (Gruppi di Azione Costiera), organismi che gestiscono le risorse finanziarie messe a disposizione dell’attività peschereccia dall’Unione Europea. La voce che in quell’ambito si farà sentire è quella di Alessandro Roncolini che è entrato a far parte dei quadri dirigenti di quell’organismo. Tra le molte cose affrontate c’è la vendita del pescato direttamente dalla poppa della barca ai consumatori, cosa che viene praticata senza alcuna difficoltà in molti porti del Tirreno e che trova ostacoli insormontabili all’Argentario. Roncolini ha lanciato l’idea – per ora alquanto vaga - di un “Festival del pesce”. Manifestazione che vedrebbe i gazebo installati in piazza dei Rioni e il coinvolgimento di ristoranti e altre strutture turistiche del promontorio. Si insegue anche la tracciabilità del prodotto ittico come “marchio di provenienza”. Un problema che si è affacciato recentemente e che nessuno sembra in grado di risolvere è lo smaltimento degli olii esausti e dei filtri provenienti dai motori dei pescherecci. Un argomento delicato che riguarda l’ambiente marino, come anche quello dello smaltimento dei cavi di traino delle reti a strascico. Altro problema: sulle banchine d’attracco dei natanti addetti alla pesca manca la possibilità di avere da terra l’elettricità e l’acqua. È pericolosamente stretto (forse 1 metro e mezzo) l’accesso al molo Marinai d’Italia che staccandosi dal cantiere navale dell’Argentario va a fronteggiare e a proteggere lo scalo d’alaggio della darsena. Oltre ad essere pericolosa, questa situazione permette l’accesso su quel molo soltanto ai pedoni. È infine necessaria una minima manutenzione del piano di banchina del molo Garibaldi, semidistrutto dal transito degli automezzi pesanti, come pure serve riaprire le pratiche per alcuni importanti lavori sulle strutture portuali di Porto Ercole. Assolutamente urgente disseppellire la pratica del Piano Regolatore del Porto di Porto Ercole che è ferma al 2010. Sotto quella voce, nell’albo pretorio comunale, il primo, unico e ultimo atto esistente è una relazione dell’ingegner Vecchieschi a quel tempo dirigente dell’ufficio tecnico Comunale.

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