Il dolore
Il servizio sociale non sia disperso
Appello del centrosinistra per il dopo-Società della salute
FOLLONICA. Che cosa accadrà nella sanità locale dopo la chiusura della Società della salute?
La domanda con le conseguenti risposte è stata al centro di un dibattito della coalizione di centrosinistra follonichese che ha stilato un decalogo di suggerimenti per quanto riguarda l'organizzazione futura. «Al di là delle modalità di costituzione dell'assetto normativo che si andrà ad istituire, forti dell'esperienza recente, riteniamo di porre all'attenzione alcune riflessioni – dicono dal centrosinistra - si auspica che non si focalizzi l'attenzione sugli aspetti sanitari, ma che si allarghi il concetto e si destinino azioni e risorse alla prevenzione e al trattamento di patologie sociali che hanno avuto ed avranno sempre di più ricadute sulle persone e sulla collettività, potenziando in termini di qualità la rete dei servizi territoriali. Il servizio sociale non può infatti diventare un mero distributore di prestazioni standardizzate e di buon servizio, è indispensabile che rimanga radicato nel territorio e che fondi la sua forza sui legami con la cooperazione, il volontariato, il terzo settore».
La Regione Toscana, è il senso dell’appello, per non perdere il patrimonio di integrazione che ha costruito in questi anni, non deve permettere di disperdere il servizio sociale ed i suoi professionisti con il rischio di una perdita di una regia organizzativa complessiva. Evitare quindi un allontanamento tra i bisogni della comunità locale e le loro rappresentanze pubbliche.
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