Il Tirreno

Grosseto

«Il comandante se ne va» Era sul tetto della lancia

di Pierluigi Sposato
«Il comandante se ne va» Era sul tetto della lancia

Processo Schettino: domani la ripresa con la testimonianza dell’ufficiale Ursino Martedì è atteso l’arrivo di Domnica Cermontan, quella sera invitata sulla plancia

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GROSSETO. Martedì tutti attendono Domnica Cermotan, la ragazza moldava chiamata a testimoniare sui momenti concitati in plancia, dove dopo la cena era stata invitata da Francesco Schettino per assistere al passaggio ravvicinato al Giglio del 13 gennaio 2012.

Ma domani, giorno di ripresa del processo, al Moderno è la volta di Salvatore Ursino, 28 anni, secondo ufficiale di coperta, in addestramento: un tempo indagato per naufragio, è stato scagionato e adesso siede nell’aula del Tribunale come parte civile costituita nei confronti di comandante e compagnia. Scagionato al termine dell’incidente probatorio, quando il collegio presieduto dall’ammiraglio Cavo Dragone lo riconobbe come responsabile di soli “doveri ontologici”, senza rilevanza penale, non avendo rivestito una posizione di garanzia: non era di guardia, non era componente della guardia, anche se era in plancia. Racconterà di cosa era avvenuto dopo l’urto contro lo scoglio delle Scole. E sicuramente una o più domande verteranno sui momenti dell’abbandono della nave: «Sul tetto della lancia, c’erano anche alcuni macchinisti stranieri, forse del’Est europeo, di cui non conosco il nome, e il comandante Schettino. Voglio precisare che, per quanto molto somigliante, non ebbi l’assoluta certezza che la persona appena descritta fosse proprio il comandante Schettino fino a quando, sullo scoglio della Gabbianara, io scesi per primo e guadagnai con qualche fatica la riva; e pochi secondi dopo essere arrivato sugli scogli, dove si era arenata la scialuppa, vidi la stessa persona sopra descritta che indossava gli stessi vestiti (pantaloni da uniforme e giubbotto scuro modello civile) e che allora identificai in Schettino». Così l’allievo aveva dichiarato sentito a sommarie informazioni nel febbraio 2012.

Ma intercettato il 14 gennaio prima era stato molto meno compassato: «Mi giro e vedo la lancia con il comandante che se ne stava andando! Sulla lancia era asciutto! Io come mi sono girato di là dissi: minchia il comandante se ne va!».

Ursino aveva anche raccontato che anche il 6 gennaio la nave era passato davanti al Giglio, ma «a più di tre miglia». E che il 13 per fare vedere l’isola al maitre erano successe «cose allucinanti, la gente se le cerca». Anche da lui critiche alle manovre di Schettino: «E lì è un attimo, con 16 nodi è un attimo, ti ritrovi sugli scogli e neanche tu lo sai. Se la nave gira, tu vedi che la prua gira, contemporaneamente ha uno spostamento laterale che tu non ti rendi conto e ti ritrovi là, dove si è ritrovato lui, c’è poco da fare. Lo spostamento laterale lo devi tenere sempre in conto», aveva detto intercettato in caserma il 14 gennaio.

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