Attenzione
Rifiuti, questa provincia è un disastro
La peggiore in Toscana per la raccolta differenziata: così i Comuni pagano più tasse e poi se le riprendono dai cittadini
GROSSETO. La maglia nera toscana per la gestione dei rifiuti e in particolare della raccolta differenziata spetta, ancora una volta, alla provincia di Grosseto, dove nel 2012 solo 4 comuni su 28 superano la media di raccolta dell’Ato Toscana Sud, ambito tra l’altro con un valore medio di differenziata (38,09%) assai inferiore al 43,78% dell’Ato Toscana Costa e al 49,28% dell’Ato Toscana Centro.
Una media, nel sud della regione, dovuta proprio alle scarse virtù dei comuni del Grossetano: solo Magliano in Toscana, tra questi, eccelle con un 68,10% di differenziata e soli 301 chili pro capite di rifiuti prodotti, grazie al porta a porta che per il 2013 e anche per il 2014 gli varrà un tassa di conferimento per tonnellata di soli 5,16 euro. Il resto è buio.
Lo certifica la graduatoria pubblicata sul Burt della Toscana e certificata dall’Arrr, in cui si tiene conto sia dei valori percentuali di raccolta differenziata che della quantità di rifiuti prodotti pro capite sui vari territori. L’incrocio di tali dati dà poi l’entità della tassa di conferimento in discarica: più differenziata fa e meno rifiuti produce, meno il Comune paga di tassa.
In provincia esistono solo quattro realtà che battono la media dell’Ato, tre delle quali superano la soglia del 40%: oltre a Magliano, Follonica con un 44,73 % (che migliora il 43% del 2011 e pagherà 13 euro di tassa), Castell’Azzara con un 43,18 % e 393 kg di rifiuti pro capite che gli varranno il minimo di 5,16 euro, e Scarlino che nel 2012 ha raggiunto il 39,76%, in forte calo rispetto al 44% del 2011. Grosseto città invece conferma la posizione: ancora 12 euro di tassa per tonnellata con una differenziata al 36,23%, mezzo punto percentuale in meno rispetto all’anno precedente.
Nel sud della provincia i risultati peggiori: a Capalbio il record negativo, con appena il 7,6% di differenziata e una produzione pro capite di 663 chili che gli varrà una tassa di 22 euro per il 2013 e di 25 euro per il 2014. Non da meno Orbetello con un misero 8,06% e ben 855,09 kg prodotti pro capite che varranno 23 euro di tassa per il 2013 e 25 per il 2014. Molto meglio fa invece Castiglione, dove nonostante la vocazione turistica che non semplifica la gestione dei rifiuti, si raggiunge un 30%, pari a una tassa di 18 euro. Valori questi, è bene ricordarlo, che si tradurranno in aumento delle tariffe per i cittadini, perché è chiaro che se il Comune spende di più per smaltire i rifiuti poi dovrà aumentare i tributi relativi. Insomma, danni all’ambiente ma anche ai bilanci di ogni famiglia.
«L’unica ricetta _commenta Angelo Gentili, di Legambiente _ è estendere il porta a porta e la raccolta differenziata spinta a tutta la città di Grosseto e agli altri comuni della provincia. Non possiamo definirci un territorio all’avanguardia nel campo ambientale se non adottiamo questo tipo di impostazione con celerità, determinazione e coraggio da parte degli amministratori».
Sabino Zuppa
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