Il Tirreno

Grosseto

LA PROTESTA di una negoziante

«Quel cantiere mi rovina» E s’incatena in municipio

«Quel cantiere mi rovina» E s’incatena in municipio

GROSSETO. Meno male che ci sono i vigili. Non lo dice (quasi) mai nessuno, eppure anche ieri a sbrogliare una situazione difficile c’erano loro. Undici del mattino, Alida Brugi Fontana, commerciante,...

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GROSSETO. Meno male che ci sono i vigili. Non lo dice (quasi) mai nessuno, eppure anche ieri a sbrogliare una situazione difficile c’erano loro. Undici del mattino, Alida Brugi Fontana, commerciante, s’incatena dentro il municipio. È stanca e stressata: davanti la sua attività, una profumeria in via Palestro, è spuntato un cantiere (deve essere ristrutturato un appartamento) e ostruisce la visuale dell’attività ai passanti. Protesta, poi piange. Distesa sul pavimento, anzi, su un cartone, cerca di far valere le sue ragioni. Arrivano i vigili, cercano di convincerla a togliersi le catene. Intanto c’è chi passa, guarda e se ne va. Tra questi s’intravede l’assessore alla municipale, Arsenio Carosi e il collega di giunta, Emanuel Cerciello (commercio). Passano di lì anche dirigenti di Confcommercio (la Fontana dice di esserne una tesserata) e Confesercenti: non si fermano. Al pari del presidente del Ccn, Giampaolo Baldi. Non scende il sindaco, Emilio Bonifazi. Trascorrono i minuti, arriva il direttore della Società della salute, Fabrizio Boldrini. Cerca di capire cosa sta succedendo, s’avvicina al dirigente comunale Arturo Bernardini (ha seguito tutto l’iter) e a uno dei soci della ditta coinvolta, la Edilmark. La signora Fontana continua a dirsi stufa: «La mia attività è compromessa, il Comune non mi dà una mano. Mi vogliono lasciare così per 8 mesi, ma con quella roba non mi vede nessuno. Il sindaco? Mi ha sempre parlato di corsa, senza darmi risposte». Trascorre il tempo, arrivano conferme: si è scelto di mettere il cantiere in via Palestro perché via dell’Unione è aperta al traffico e l’altra chiusa. Attimi di tensione, poi la donna cede alle rassicurazioni di un vigile, si alza da terra, riaggiusta il vestito e s’incammina verso il proprio negozio. Lì arriva la soluzione: la Edilmark metterà, a proprie spese, ampi cartelli in modo da indicare la presenza della profumeria per tutta la durata dei lavori (4 mesi). Inoltre il camion non passerà più in via Palestro ma in via dell’Unione e gli operai s’impegneranno a scaricare i calcinacci negli orari di chiusura del negozio. La commerciante incrocia di nuovo Cerciello che s’informa sulla faccenda e si scusa: «Non l’avevo riconosciuta. Pensavo fosse qualcuno che si era sentito male». Questione risolta. Alla fine i vigili strappano alla donna pure un sorriso. Meno male che c’è la municipale. (m.b.)

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