Sicurezza
Danneggiato il ponte appena ricostruito
Dopo la pioggia dei giorni scorsi a Castiglione si stimano 800mila euro di danni. Sette famiglie ancora fuori casa
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Alle prime luci dell’alba, ieri mattina, la situazione del dopo nubifragio che si è abbattuto giovedì nel comune di Castiglione, in particolare nel territorio compreso fra i Ponti di Badia, la strada delle Strette, Buriano, e al Bozzone, era forse ancor più preoccupante di quello che si pensava.
Il sindaco Giancarlo Farnetani, che è rimasto sempre in contatto con i tecnici comunali e la protezione civile, alle 7.30 era già in giro per i sopralluoghi: ha raggiunto personalmente tutti i poderi, visto che proprio giovedì non era stato possibile, con alcuni che erano rimasti del tutto isolati.
«L’acqua si sta ritirando anche se siamo sempre molto preoccupati. Stiamo purtroppo contando i danni», sono le prime impressioni a caldo del sindaco.
Fare una stima di quanto l’acqua ha rovinato, con la bomba d’acqua che è precipitata in poche ore sulla zona, è comunque difficile. Quello che è evidente è che ci sono quattro ponti pericolanti. Uno, invece, quello sulla provinciale del Bozzone sulla strada che si congiunge con Macchiascandona, va verificato nella sua integrità con l’acqua che ha “mangiato” il terrapieno e l’appoggio sotto il ponte stesso. Ieri pomeriggio i tecnici della Provincia hanno effettuato un sopralluogo.
A preoccupare anche il cedimento di un tratto di strada che da Vaticino conduce a Vetulonia: proprio all’altezza dell’inizio della salita della Scala Santa, in prossimità del ponte, con la direttrice tuttora chiusa al traffico.
Ma è nella zona di Cacciagrande che la furia dell’acqua ha causato danni davvero gravi. Una strada di campagna asfaltata, dove c’è la fattoria delle Mortelle è chiusa; un pezzo del ponte si è staccato; due famiglie sono ancora fuori casa e ricevono aiuto da amici; una casa è inagibile con un’altra famiglia che è stata costretta ad allontanarsi; mentre altre quattro famiglie sono isolate a Piatto Lavato.
Le scuole, rimaste chiuse ieri, stamani hanno riaperto. «È ancora impossibile quantificare i danni – spiega il sindaco Farnetani mentre è ancora in giro per i sopralluoghi – i nostri tecnici stanno facendo le perizie del caso, ma da una prima approssimativa stima il danno potrebbe superare gli 800 mila euro».
Il problema, secondo Franetani, riguarda anche la burocrazia: «Come Comune abbiamo già investito di tasca nostra quasi 800mila euro per riparare ai danni dell’alluvione 2012, e questi soldi sono stati impegnati nel bilancio del 2013. Oggi, a causa di questa operazione contabile, non abbiamo più un centesimo di bilancio da investire. La Regione ha fatto tantissimo per le passate alluvioni, solo che anche lei ha già stanziato oltre 100 milioni di euro sul bilancio 2013. Ora ha messo altre risorse abbattendo il patto di stabilità per i Comuni. Però a questo punto dell’anno, a fine bilancio insomma, anche se ci autorizzano a sforare il patto di stabilità, non abbiamo proprio i soldi in cassa. Una situazione davvero difficile».
Il sindaco mette sotto accusa soprattutto il governo: «Il problema vero è che da parte del governo non si è avuto un cenno, e non si è mai visto nemmeno l’anno scorso. Qualcosa dobbiamo fare perché le strade non possono rimanere chiuse. Addirittura uno dei ponti danneggiati, quello della Baldana, era già era stato danneggiato dell’altra alluvione, ed era stato rimesso a posto e completato proprio in questi giorni. Un altro, quello sul fiume Montalcino, dove il Consorzio di Bonifica era intervenuto per conto del Comune, oggi è sommerso. Ho visitato tutti i poderi e la gente ha il morale a terra. Da novembre dell’anno scorso a Piatto Lavato sono andati sotto tre volte, e i lavori erano stati fatti, con il Consorzio che aveva pulito i fossi, le rifatto le strade. Se non è successo di peggio è perché il territorio non era abbandonato».
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