Finanza
Congresso e voto al Pace Nel Pd è subito guerra
GROSSETO. Il congresso al Pace, svoltosi mercoledì scorso, sarebbe stato condizionato da infiltrazioni di persone che non potevano votare, o perché non residenti nel comune di Grosseto, oppure perché...
GROSSETO. Il congresso al Pace, svoltosi mercoledì scorso, sarebbe stato condizionato da infiltrazioni di persone che non potevano votare, o perché non residenti nel comune di Grosseto, oppure perché residenti e quindi iscrivibili in altre sezioni/quartieri della città, laddove i congressi si svolgono tra oggi e domani. Tutto questo in un numero ampiamente superiore al 10% previsto dal regolamento. Ieri pomeriggio è stato inoltrato alla commissione di garanzia provinciale e all’organismo regionale un dettagliato esposto in cui si contestano diverse violazioni nelle procedure.
È questa l’ultima bomba sganciata sulla conta in corso in casa Pd. Per la cronaca il congresso al Pace era stato particolarmente partecipato, «e proprio questa massiccia partecipazione _ si spiega nell’impugnazione _ determina la necessità di verificare con attenzione il regolare svolgimento delle procedure».
Nel ricorso si chiede di fare chiarezza a tutto tondo, di accertare se sono state commesse violazioni al regolamento congressuale, di ristabilire in modo incontrovertibile la reale anagrafe degli iscritti fissando anche un modus operandi per i tesseramenti dell’ultimo minuto.
A firmare il ricorso alla commissione, redatto da due legali, colui che proprio in Commissione rappresenta gli interessi di Marco Simiani, vale a dire Gianni Brunacci. Nel ricorso si farebbero nomi e cognomi di diverse persone che _ fuori dalla lista ufficiosa degli iscritti redatta dal segretario uscente del circolo Stefania Laurenti e consegnata il giorno del congresso a Cecilia Buggiani _ sarebbero stati ammessi alle urne. In pratica, pare di capire, la violazione regolamentare consisterebbe in una arbitraria iscrizione al Partito Democratico senza il rispetto di criteri di residenza e in barba ai principi fondativi del Pd.
Da informazioni assunte al momento del voto, mediante interviste effettuate ai singoli elettori, sarebbe emerso per molti la mancata residenza nel territorio di competenza del circolo, in alcuni casi addirittura nel comune di Grosseto. Alla commissione dei garanti si chiede anche di indagare nella gestione del tesseramento, sia prima che durante il congresso da parte dei responsabili del circolo Pace.
Secondo i “Giaguarenzi” il congresso del Pace, nei tre livelli interessati (provinciale, comunale e di circolo) avrebbe insomma subito infiltrazioni ritenute numericamente significative, con un superamento definito “non tollerabile” della quota del 10% (rispetto agli iscritti al circolo) di residenti fuori zona, oltre a una gestione definita “discutibile” del tesseramento durante il congresso, compiuta _ stando all'esposto _ senza alcuna verifica sulla reale residenza nel Comune di Grosseto e nella zona di pertinenza del circolo.
Da oggi c’è da starne certi nei circoli grossetani in cui si andrà a dibattere e votare l’attenzione sarà molto più alta. La commissione di garanzia provinciale che avrebbe dovuto riunirsi lunedì per prendere atto dei risultati finali del congresso, potrebbe già oggi esaminare il contenuto dell’esposto. Altrettanto verrà fatto a Firenze. Dopo qualche giorno di pausa, dove si è parlato di contenuti, mozioni e Pd del futuro, da oggi tornano di attualità le regole, il loro rispetto, le accuse (reciproche) di voler vincere a ogni costo.
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