Il Tirreno

Grosseto

Con meno soldi la coppia scoppia

di Francesca Gori
Con meno soldi la coppia scoppia

Giustizia civile, l’allarme di Addimandi: «Troppe cause e poco personale in forza al tribunale»

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GROSSETO. «Fino a ora abbiamo detto agli avvocati di imparare a fare le cause. Ora siamo costretti a dire loro di diventare bravi a non farle». Con una battuta il presidente del tribunale Michele Addimandi ha aperto ieri la giornata europea della Giustizia civile. Un settore sempre più ingolfato da cause che potrebbero essere evitate e che ha trascinato l’Italia al primo posto della classifica proprio per numero di cause: 7 ogni 100 abitanti. E con questi numeri, al Paese tocca la maglia nera della giustizia civile. «Dopo di noi, al secondo posto c’è il Portogallo - aggiunge Addimandi - che ha un numero di cause della metà rispetto alle nostre. Qualcosa deve pur cambiare». Non sarà certo il tribunale di Grosseto a far scendere in classifica l’Italia. Ma anche in piazza Albegna si stanno cercando soluzioni per snellire un settore della giustizia che più di ogni altro condiziona la vita dei cittadini. La mediazione è una di queste soluzioni. «Sono favorevole a questa alternativa - dice il presidente del tribunale - ovviamente nei limiti in cui la Corte costituzionale lo consente. I numeri con i quali abbiamo a che fare sono spaventosi anche a Grosseto, e molto dipende dalla crisi economica». I portafogli si sgonfiano e aumenta la fila di fronte al giudice per separarsi. L’anno scorso, le cause sono passate da 3mila 885 a 4mila 57. Quest’anno le coppie che sono scoppiate sono state una cinquantina in più. «Si viaggia a ritmi più alti rispetto al passato - ha aggiunto Addimandi - le coppie si dividono anziché ricompattarsi e spesso abbiamo bisogno dell’aiuto della guardia di finanza per capire di fronte a quale situazione ci troviamo». Aiuto che arriva puntuale.

Nell’aula della Corte d’assise del tribunale di Grosseto c’erano i rappresentanti delle forze dell’ordine e di tutte le istituzioni grossetane, oltre al presidente dell’ordine degli avvocati, al giudice di pace e al presidente della Camera civile. Il presidente Addimandi ha voluto spiegare e sottolineare quello che accade nelle aule della giustizia civile a chi non conosce quel settore. Sollevando un problema che riguarda il tribunale di piazza Albegna, ovvero la carenza di personale. «Abbiamo il 25% di magistrati in mano - spiega - che sono quattro in tutto. E siamo riusciti ad ottenerne soltanto due. Con il processo Schettino poi, non possiamo nemmeno spostare giudici dal penale al civile. Dal punto di vista del personale abbiamo le mani legate». Un modo per snellire la giustizia civile potrebbe essere la cancelleria telematica, che però è ancora in fase di sperimentazione e sarà oggetto di verifica a giugno. Poi ci saranno gli accorpamenti degli uffici del giudice di pace: in provincia resterà soltanto quello di Arcidosso, mentre Orbetello, Pitigliano e Massa Marittima si sposteranno a Grosseto. Così come è stato per il tribunale di Orbetello. «Con questi correttivi - ha concluso Addimandi - al tribunale di Grosseto andiamo un po’ meno peggio che altrove. Ma la strada da percorrere è ancora lunga».

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