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Confesercenti: «Sulla Tares, Comuni sordi alle richieste»

Confesercenti: «Sulla Tares, Comuni sordi alle richieste»

GROSSETO. La Tares sarà un salasso e le amministrazioni locali hanno chiuso la porta quando si è trattato di valutare insieme le tariffe previste per la nuova tassa. È questo, in estrema sintesi, il...

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GROSSETO. La Tares sarà un salasso e le amministrazioni locali hanno chiuso la porta quando si è trattato di valutare insieme le tariffe previste per la nuova tassa. È questo, in estrema sintesi, il messaggio che il direttore di Confesercenti, Gloria Faragli, e il presidente, Michela Hublitz, lanciano a dieci giorni dall’approvazione, da parte del consiglio comunale di Grosseto, del nuovo regolamento per la tassa sui rifiuti.

«Da quando il decreto Salva Italia del 2011 ha previsto l’introduzione della Tares – spiegano Faragli e Hublitz – abbiamo espresso le nostre preoccupazioni costantemente, in particolare alle amministrazioni locali che l’applicheranno, per l’ulteriore aggravio di costi per le famiglie e le imprese. La nostra costante denuncia riguardo un’imposizione fiscale divenuta insopportabile vede gli aumenti maggiori proprio nella imposizione fiscale locale».

Tra il 2011 e l’estate 2013, a fronte di un incremento dell’11,4% delle tariffe nazionali, quelle locali sono cresciute del 28,5%, spiega Confesercenti. «Ci si chiede – dicono il direttore e il presidente – se questa inflazione tariffaria non finirà per vanificare gli effetti benefici di un’inflazione generale che, rallentando, ha portato un po’ di respiro al potere d’acquisto delle famiglie».

Gli aumenti per le imprese sono «insopportabili» spiega Confesercenti. Che punta il dito contro gli amministratori pubblici. Se, infatti, la Tares è prevista da una norma nazionale, «non abbiamo trovato negli amministratori locali la necessaria disponibilità al confronto per tentare una perequazione tra i contribuenti», denunciano il direttore e il presidente.

«Dal Comune di Scansano, che ha approvato il regolamento dichiarando di aver sentito le organizzazioni di rappresentanza delle imprese, cosa non avvenuta. Al Comune di Arcidosso o quello di Castell’Azzara che hanno approvato in sordina i regolamenti. E infine il Comune di Grosseto, i cui amministratori hanno concesso un incontro soltanto successivo alla convocazione del consiglio comunale che avrebbe approvato il regolamento di questa imposta, nonostante le nostre pressanti richieste».

«La risposta è sempre la solita – spiegano Faragli e Hublitz – gli enti locali non hanno più risorse per garantire i servizi. Ma quando le imprese avranno chiuso perché soci di maggioranza stanno diventando lo Stato e gli enti locali attraverso le risorse che le imprese devono garantire loro attraverso questa iniqua ed incerta tassazione siamo certi che il Paese starà meglio?».

Il futuro, infine, è tutt’altro che incoraggiante. Per il 2014 si profila già la Trise che, spiegano Faragli e Hublitz, «presenta ancora grandi elementi di confusione, e si configura come un’incognita per famiglie, imprese, crediamo invece che di qualche certezza e di elementi di giustizia fiscale avremmo davvero bisogno. Richiediamo pertanto un immediato e tangibile segnale nei confronti del sistema delle imprese, partendo da un rinvio dell’ultima rata della Tares del 16 dicembre, per arrivare ad una attenta e sostanziale revisione dei costi che le amministrazioni sostengono per il mantenimento della propria struttura».

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