Santafiora pietre, stato di agitazione
Venticinque operai senza stipendio da due mesi: «Non rientriamo al lavoro finché non ci pagano»
GROSSETO. Stato di agitazione per i 25 operai della cava della società Santafiora pietre, in località La Vecchia, nel comune di Manciano. Fermi da martedì, i lavoratori che estraggono una pietra particolarissima, adatta all’edilizia e ai lavori artistici, contano di proseguire ad oltranza l’astensione dal lavoro. Continueranno ad incrociare le braccia se non saranno accolte dalla società, le richieste avanzate dai sindacati di categoria. «Abbiamo fatto la cassa integrazione ordinaria che a dicembre finirà – spiega Pier Paolo Vinci rappresentante di Finlea Cgil che con Alvaro Bellotta della Filca Cisl hanno organizzato lo stato di agitazione –. Siamo indietro di due mensilità di stipendio. Ci preoccupa, comunque, un fatto, in particolare: una volta conclusa la cassa integrazione ordinaria che viene pagata dall’azienda, passeremo alla cassa integrazione straordinaria che deve essere autorizzata dal Ministero. Se tutto va bene, vedremo i primi soldi fra 6 mesi. Chiaramente non possiamo campare così. Alla fine diventa una specie di invito allo sgombero per gli operai, quasi costretti ad andarsene autonomamente e cercarsi un altro lavoro per mantenere la famiglia. Non è che non abbiamo voglia di lavorare. Noi esprimiamo le nostre reali difficoltà. Abbiamo un lavoro, ma non veniamo pagati da due mesi e vediamo davanti a noi un futuro nerissimo». I lavoratori sono intenzionati a proseguire ad oltranza la loro astensione dal lavoro, sostenuti anche, per solidarietà dai 7 operai di una cava vicina, quella di Pietra dorata, se non avranno qualche certezza e garanzia: «Fra ieri ed oggi – spiega Vinci – abbiamo ottenuto dalla società la promessa del pagamento del 50% dello stipendio di settembre. Ma questo non è sufficiente. Torneremo a lavoro solo se ci pagheranno tutti gli stipendi delle mensilità che avanziamo, con la garanzia di avere tutto il regresso di cui siamo creditori. Ma vogliamo pure che, nel caso si passi dalla cassa ordinaria a quella straordinaria, che sia l’azienda ad anticiparci il dovuto. Altrimenti non abbiamo le risorse per vivere». E a proposito della solidarietà che è stata portata dai lavoratori di Pietra dorata, Vinci afferma: «Li ringraziamo, perché stiamo vivendo davvero uno stato forte di disagio e abbiamo bisogno di aiuto. In un mondo in cui si sente parlare di competizione e magari di liti fra lavoratori, questo gesto è invece di solidarietà totale. Per noi e per loro, la consapevolezza di essere, comunque, dalla stessa parte». (f.b.)
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