Il Tirreno

Grosseto

Pini secchi, il flagello è il matsucoccus

Pini secchi, il flagello è il matsucoccus

La cocciniglia colpisce anche gli alberi dell’abitato di Marina e l’unico “rimedio” è tagliare. Si preannuncia un’ecatombe

2 MINUTI DI LETTURA





Non è colpa della falda – come ha ipotizzato nei giorni scorsi l’ex amministratore di circoscrizione Gaetano Matano – se i pini marittimi di Marina di Grosseto, nella zona di via del Tombolo, seccano uno dopo l’altro. È colpa di un insetto che si chiama matsucoccus feytaudi ed è una cocciniglia che, dopo aver decimato le pinete di Portogallo e Spagna in passato, da qualche anno è sbarcata anche in Italia e sta flagellando le sue – le nostre – pinete.

Insomma, se si può tirare un sospiro di sollievo per lo stato di salute della falda acquifera, c’è comunque poco di cui gioire: il matsucoccus feytaudi è un insetto che non si può estirpare; una volta che si è insediato in un’area, condanna a morte i pini perché, come spiega il comandante provinciale del Corpo forestale di Grosseto, Alessandro Baglioni, «al contrario della cimice americana, che colpisce solo le pigne, il matsucoccus feytaudi attacca la pianta. E non si può far altro che tagliare e bruciare».

Intanto l’assessore ai Lavori pubblici (ed ex assessore all’Ambiente) del Comune di Grosseto, Giuseppe Monaci tuona contro l’ennesimo intervento sulla pineta. «Sui pini e le pinete che si trovano nel nostro territorio comunale credo davvero che si sia attivato un corto circuito tra movimenti, comitati e gruppi vari di cittadini che parlano, gridano e accusano senza avere le competenze ma certi comunque di ottenere visibilità», spiega Monaci in una nota.

«Abbiamo messo in piedi un grande e costoso progetto – spiega Monaci – che abbatterà le centinaia di pini marittimi malati nelle aree comunali di Principina, la parte di territorio più colpito come certificato dall’Arpat... Chiedo a tutti di guardare con occhi diversi a quanto l’amministrazione sta faticosamente facendo. E se proprio non vogliono farci i complimenti e riconoscere che in questo campo siamo addirittura un esempio per altre realtà, almeno ci facciano lavorare senza costringerci a continue giustificazioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze