Il Tirreno

Grosseto

Un falò per riscaldarsi in attesa del nuovo giorno

di Alfredo Faetti
Un falò per riscaldarsi in attesa del nuovo giorno

Trovato dopo sei ore di ricerche il quarantenne che si era perso nel bosco L’uomo stava bene: unico rammarico i pochi funghi trovati durante la giornata

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SCARLINO. Quando ormai era tutto buio e non c’erano altri rumori intorno a lui se non il fruscio degli alberi, ha deciso di fermarsi e aspettare il ritorno del sole. Senza perdersi d’animo, ha raccolto quanta più legna secca che ha trovato a terra, ha scavato una piccola buca e ha acceso un fuoco, così da riscaldarsi durante la notte. Ma per sua fortuna non ha dovuto aspettare così tanto: gli uomini del soccorso alpino lo hanno trovato intorno alle 4 del mattino e lo hanno riportato indietro.

Alla fine resterà soltanto questo all’uomo di 40 anni che si è perso lunedì mentre era in cerca di funghi nella macchia che divide Scarlino da Castiglione della Pescaia: il ricordo di un’avventura. È finito tutto con una risata. «L’unica cosa per cui era arrabbiato erano i pochi funghi trovati» racconta uno dei soccorritori, facendo ben intendere il clima disteso che si è respirato a La Zingara, dopo oltre sei ore di ricerche. Alla fine insomma ci sono scappate anche due risate, ma all’inizio la preoccupazione è stata tanta.

Tutto inizia attorno alle 18.30 di lunedì, quando alcune persone si sono presentate dai carabinieri. Erano gli amici del 40enne, una comitiva arrivata da Piombino fino a La Zingara, a Scarlino, per cercare dei funghi. Sono entrati nella macchia tutti assieme, ma quando sono usciti uno mancava all’appello. Forse si era separato dal gruppo durante la battuta, imbucando un sentiero diverso. Gli amici non hanno dato molto peso all’assenza in un primo momento, ma quando ha iniziato a scendere il buio e il cellulare ha smesso di suonare (la batteria si era scaricata) è scattato l’allarme. Così intorno alle 19 ha preso il via il protocollo per la ricerca di persone scomparse, messo in pratica dai carabinieri, i vigili del fuoco e gli uomini del soccorso alpino. Una ricerca durata delle ore, dato che in quelle colline tra Scarlino e Castiglione della Pescaia la macchia è molto fitta e di notte è praticamente impossibile vedere qualcosa tra gli alberi. La stessa cosa di cui si è accorto ben presto il piombinese, che ad un tratto ha deciso di fermarsi e di improvvisare un campo per la notte. Messi insieme alcuni rami secchi, ha acceso il fuoco e ha deciso di attendere l’alba. Ma quelle fiamme hanno giocato a favore dei soccorritori. «Io sentivo che mi stavate cercando, sentivo i rumori – avrebbe detto il 40enne agli uomini del soccorso alpino – Ma voi non riuscivate a sentirmi». Poco male, visto che per tutta la notte l’uomo non si è mai perso di spirito.

Sarebbe bastato aspettare il giorno dopo e poi questa strana notte sarebbe rimasta soltanto un ricordo. Con un solo rammarico: aver trovato soltanto tre funghi.

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