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Caccia, la Regione boccia l’obbligo d’acquisto dei fagiani

GROSSETO. L’associazione Liberacaccia, che a Grosseto è notoriamente contraria al piano faunistico venatorio provinciale, nei giorni scorsi ha rivolto alla Regione Toscana una serie di quesiti sul...

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GROSSETO. L’associazione Liberacaccia, che a Grosseto è notoriamente contraria al piano faunistico venatorio provinciale, nei giorni scorsi ha rivolto alla Regione Toscana una serie di quesiti sul piano venatorio.

«Le risposte ricevute – secondo il presidente dell’associazione Paolo Isidori – dimostrano che Liberacaccia forse aveva ragione».

Per quanto riguarda l’immissione di fagiani e pernici sia in territorio libero che nelle aziende faunistico venatorie la Regione ha chiarito che l’indicazione di acquistare i fagiani al Centro pubblico di produzione selvaggina, fino ad oggi unico fornitore di selvaggina sul territorio provinciale, «non è conforme a legge». Cioè non è un obbligo.

Gli ambiti territoriali di caccia saranno quindi liberi di valutare le offerte e acquistare la selvaggina nel libero mercato con notevoli risparmi.

Per quanto riguarda poi il contributo richiesto dalla Provincia di Grosseto di 10 euro per la realizzazione del Piano di prelievo degli ungulati, la Regione Toscana ha ribadito che questo può essere richiesto soltanto «ai cacciatori iscritti alle squadre di caccia al cinghiale o alla caccia di selezione a cervidi e bovidi», come si legge nella risposta ottenuta da Firenze.

Infine Liberacaccia ricorda che sulle nomine nei comitati degli Atc l’associazione ha presentato ricorso al Consiglio di Stato. (g.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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