Il Tirreno

Grosseto

Albinia, ecco il progetto per l’argine

di Elisabetta Giorgi
Albinia, ecco il progetto per l’argine

Il Consorzio Osa-Albegna: «Costa quasi 5 milioni di euro e sarà pronto nel 2015: proteggerà definitivamente gli abitati»

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ALBINIA. Fiumi e canali in sicurezza: a che punto siamo con la protezione degli abitati della zona sud della Maremma, devastati quasi un anno fa dalla furia dell'alluvione? I cittadini della piana dell’Albegna scalpitano, postano a tamburo battente, sui social network, foto e immagini di canali e fossi ingoiati dalla vegetazione; temono lo spauracchio di un nuovo evento alluvionale e fanno domande, hanno paura. Da parte sua il Consorzio Osa-Albegna - lente che si occupa di sistemare, proteggere, pulire e tutelare circa 1600 chilometri di reticolo idraulico del comprensorio tra Orbetello, San Donato fino a Saturnia - risponde sfoderando progetti, numeri e lavori in corso, sia terminati che quelli in arrivo.

Ne parliamo con Francesco Giuseppe Bozzini (presidente del Consorzio Osa-Albegna, che ha sede a Grosseto in via Tintoretto) e Patrizio Serrotti (responsabile area tecnica del consorzio stesso). In totale, i lavori del Consorzio Osa Albegna al proprio reticolo idraulico sono 14: tre sono da eseguire (l’argine remoto dell’Albegna, che è un progetto d’urgenza; i lavori all’Osa e il canale allacciante di Capalbio, che hanno bisogno di Via). Altri 11 lavori, di somma urgenza, sono sostanzialmente ultimati, ma per ognuno di loro il Consorzio ha chiesto alla Regione Toscana altri fondi.

Ma veniamo al maxi progetto per la realizzazione dell’argine remoto del fiume Albegna. Presentato a luglio scorso, lo studio ha ora i dettagli e prosegue il proprio iter a passi abbastanza spediti, compatibilmente - dice il Consorzio - coi tempi dettati dalla normativa e dalla burocrazia delle opere urgenti, soggette a un preciso iter e vincoli legati agli appalti. Il progetto (questo era noto) è stato redatto dallo studio di ingegneria Physis srl di Firenze; il suo costo è di 4 milioni e 750mila euro. L’argine è detto “remoto” perché posto a distanza dal fiume, a circa 200 metri. Partirà dagli argini a imbuto già esistenti a Polverosa, e arriverà fino alla strada provinciale che porta a Magliano. Seguirà a distanza - insomma - il corso dell'Albegna lungo 6 chilometri, e coprirà più o meno 7 ettari di terreno. L’altezza varierà: da un metro e 20 raggiungerà in alcuni punti i 4 metri; in media sarà di un metro e 50 circa. L’aspetto sarà quello di una collinetta: un rilevato in terra che sarà ricoperto d’erba naturale e che «dal punto di vista ambientale - dice Bozzini - non avrà alcun impatto». Non essendo impattante non ha avuto bisogno di Via. Il Consorzio si occuperà di proteggere e mantenere l’argine remoto una volta che sarà rivestito d'erba: non sarà un muro che isolerà due fette di territorio. Ogni azienda avrà accesso al territorio di là dall’argine.

Sui costi: «avevamo tirato fuori 3 milioni e 500mila euro - dicono Bozzini e Serrotti - ma non bastavano, servivano un altro milione e 250mila euro, che la Regione metterà nel piatto prendendoli dalle economie fatte dalle urgenze e dalle somme urgenze». Ma a che punto siamo con la realizzazione? Al momento - dicono i due rappresentanti del Consorzio - è in corso l’iter che porterà alla variante urbanistica per realizzare gli espropri dei terreni nella zona di Quarto Albegna, comune di Manciano. Saranno interessati solo i terreni e non le case. Il Consorzio ha chiesto al Comune di Manciano di fare i passi burocratici del caso: quest’ultimo sta procedendo con la variante urbanistica che porterà in consiglio comunale presumibilmente entro fine ottobre. I proprietari dei terreni saranno informati. «L’amministrazione comunale ci manderà la variante e noi prenderemo contatti coi proprietari per poi presentare il progetto definitivo in Regione; progetto che già sta già crescendo. A dicembre dovrebbe essere approvato quello esecutivo». A fine gennaio 2014 dovrebbe (il condizionale è sempre d’obbligo) il bando: l’iter durerà circa 30-40 giorni, entro un mese una ditta vincerà l’appalto e inizierà l’iter per la realizzazione. Il lavoro sarà fatto intero, non a stralci. Durerà un anno circa. Già a inizio 2013 il Consorzio aveva pubblicato una manifestazione d'interesse selezionando 15 aziende: una di queste 15 sarà l’aggiudicatrice. A inizio 2015 l’argine dovrebbe essere pronto a protezione della “sinistra idraulica” dell’Albegna (Quarto Albegna, Polverosa e Guinzone), ma il rischio di un'altra alluvione devastante potrà essere scongiurato grazie a una serie di altre opere complementari.

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