Il Tirreno

Grosseto

l’intervista, giacomo gori

«Sulle farmacie in vendita pronti ad andare al Tar»

«Sulle farmacie in vendita pronti ad andare al Tar»

GROSSETO. Una realtà con cui fare i conti. 29,3% delle preferenze al Senato, 31% alla Camera (formazione più votata): il Movimento 5 Stelle anche a Grosseto ha vinto le elezioni del febbraio scorso....

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GROSSETO. Una realtà con cui fare i conti. 29,3% delle preferenze al Senato, 31% alla Camera (formazione più votata): il Movimento 5 Stelle anche a Grosseto ha vinto le elezioni del febbraio scorso. Era una consultazione nazionale, ma numeri così roboanti sono difficili da sorvolare. Oggi, a otto mesi di distanza, perso il treno del governo nazionale, i grillini continuano comunque a far parlare di sé. Sono dentro alla cordata di associazioni, partiti e movimenti che puntano ad affossare la decisione della maggioranza di vendere le farmacie. Hanno messo in piedi un iter referendario destinato a far discutere. Ma non solo: vogliono pedonalizzare (davvero) il centro storico, “tirare fuori le auto e far entrare la gente” dicono, e strizzano l’occhio a chi chiede più sicurezza. Si candidano, a sorpresa, alla guida del Consorzio di bonifica grossetana e insistono nella mobilità su due ruote. Intanto continuano a ritrovarsi tutte le settimane: discutono e programmano una città diversa, qualcosa che somigli sempre più all’agorà greco direbbe qualche “pennivendolo” dall’inchiostro acculturato.

A proposito di “pennivendoli”: il Movimento (a livello locale così come a Roma) ha recuperato il rapporto con la stampa. Siamo tornati a essere giornalisti. Una marcia indietro da tenere presente. È per tutti questi motivi che una chiacchierata con il portavoce grossetano pentastellato, Giacomo Gori, noi l’abbiamo fatta.

Gori, vi presenterete alle elezioni del Consorzio di bonifica. «Sì, servono 50 firme e 10 candidati. Si vota il 30 novembre. È bene che i cittadini prendano possesso del Consorzio».

Ci sarà il vostro simbolo dunque? «Guardi, l’idea (sorride) ce l’hanno data loro: nelle schede da compilare per i candidati c’è lo spazio per il simbolo. Comunque non chiederemo solo ai nostri attivisti di partecipare, ci sarà chiunque. Gente comune. Mi dispiace solo che a causa della scarsa informazione non saranno molti altri a essere della partita».

Farmacie in vendita: il referendum per stoppare la decisione della maggioranza va avanti. «Certo. E presenteremo la proposta di delibera per abolire il quorum (è al 50% degli aventi diritto, 32mila persone, ndc) anche se sappiamo sarà respinta. Sulle farmacie l’amministrazione sta abusando della sua posizione: tutto lecito, ma molti cittadini hanno detto che sono contrari. Eppure si va avanti».

Per il referendum serve il collegio degli esperti. «Sì. Stiamo ancora aspettando che Paolo Lecci convochi il consiglio. Doveva già essere stato fatto. Molti nomi che andranno a formare il gruppo di lavoro ci sono già. Tutta gente seria».

Bonifazi ha annunciato che entro il 25 ottobre arriverà il bando per la vendita delle farmacie. «E noi, oltre all’iter referendario che c’è e che va avanti, penseremo se fare appello al Tar».

Cambiamo argomento: lei il ponte sull’Ombrone l’avrebbe finanziato? «Avere il ponte è un valore aggiunto. Ma quei soldi li avrei spesi per la viabilità urbana, le strade, la sicurezza. Anche perché se non c’è un progetto d’insieme il ponte va a congiungere due lande deserte. Vogliamo parlare di mobilità sostenibile? Mettiamo in campo un bel bici-plan: un’idea seria di percorsi urbani su due ruote».

Lei ha detto: “il ponte? È un’opera da taglio del nastro”. «Confermo. E dico di più: dovessimo prendere il Comune il taglio del nastro sarà abolito. Il ponte serve in un’ottica regionale, in un progetto portato avanti dalla Fiab. Per carità, bello. Ma allora i soldi li metta Firenze».

Domenica un gruppo di grossetani ha preso guanti e scope e si è messo a pulire la Cavallerizza. «Massima stima. E anche sulla sicurezza qualcosa dovremmo fare. Grosseto non è più tranquilla, chiederemo risposte alle istituzioni».

Commercio, come si rilancia? «Non con i grossi centri: fosse per noi il superstore dell’Unicoop non avrebbe avuto il via libera. E neppure sarebbero state inserire nel regolamento urbanistico così tante zone commerciali. Gli esercizi di vicinato sono fondamentali, vanno supportati».

Chiudiamo con il centro storico: quali interventi? «Di cose ce ne sarebbero molte. Ne dico una: presto presenteremo una mozione per pedonalizzare piazza della Palma. E anche il resto del centro storico dovrebbe avere più gente a piedi e in bici e meno auto. Compreso corso Carducci».

Maurizio Bernardini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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