Il Tirreno

Grosseto

Strade poderali e ponti, urgono i lavori

di Sabino Zuppa
Strade poderali e ponti, urgono i lavori

Alluvione: tra Marsiliana, Albinia e Polverosa molto è stato fatto ma molto resta da fare. Lavori ancora fermi al Magione

3 MINUTI DI LETTURA





ALBINIA. Luci ed ombre sulla messa in sicurezza del bacino del fiume Albegna e sulla risistemazione dei punti critici delle campagne dove l’alluvione dello scorso 12 novembre fece i danni più gravi. A pochi giorni dal primo anniversario di quel tragico evento molto è stato fatto e molti soldi sono stati stanziati, ma in alcuni punti c’è ancora da intervenire e l’augurio di molti degli abitanti dell’entroterra di Albinia è che lo si faccia al più presto. La Regione Toscana ha messo decine di milioni di euro sul piatto della bilancia, per i lavori di somma urgenza, per la messa in sicurezza della zona e per la ricostruzione,

I lavori più rilevanti, quelli nei punti in cui l’Albegna e il torrente Magione ruppero gli argini, sono stati già effettuati, manca però l’argine remoto nella zona più a monte, vicino a Marsiliana dove questa seconda struttura dovrebbe individuare delle nuove casse di espansione che darebbero maggiori garanzie. Mancano poi soprattutto gli interventi sulle strade poderali e sui ponti delle zone che rimasero sott’acqua.

Marsiliana. Partiamo da monte, dal punto tristemente noto per la rottura del ponte che conduce verso Sant’Andrea di Magliano dove persero la vita tre persone: lì sul lato destro del fiume si creò una voragine in cui quella notte cadde l’auto che fu trascinata via insieme ai suoi occupanti. Si ruppero anche gli argini e l’acqua inondò le campagne che, anche alla vista di chi non è esperto, appaiono come naturali casse d’espansione. Qui tutto è stato ripristinato: su un lato del ponte si nota la macchia nera dell’asfalto rinnovato, dove si creò il buco e a destra e sinistra gli spaltoni del fiume sono imbrecciati di nuovo, pronti a tenere molti metri cubi di acqua, ma non certo quelli che scesero per l’alluvione di San Martino: per quello ci vorrà l’argine remoto.

Magione. Continuando la loro corsa le acque esondate invasero Polverosa dove si trova l’altro punto focale della ricostruzione, l’argine del fosso Magione che sta per essere ripristinato. Anche qui molto è stato fatto e il lavoro sembra destinato a tenere una furia delle acque che scendono dalla colline pari a quella di quella notte, anche se gli abitanti della zona hanno notato che i lavori sono stati recentemente interrotti e le macchine del consorzio bonifica Osa-Albegna sono ferme. Oltre a questo, quella notte, gli abitanti di Polverosa furono salvati da quella rottura che fece defluire la piena giunta da Marsiliana: e finché non si interverrà a monte loro saranno i più esposti al rischio. Del resto non si può fare tutto in breve tempo e, se la mente ritorna a quelle immagini di un anno fa, anche il colpo d’occhio odierno potrebbe sembrare un miraggio. Radicata. Alcuni luoghi sono stati dimenticati e necessitano, forse con poco sforzo, di maggiore attenzione: in primis il fosso della Radicata nella zona di Piano Grande, a valle del Magione dove anche il ponte relativo su una strada poderale è ancora transennato e inagibile costringendo gli abitanti a un lungo giro: il letto del canale è occluso dalle canne e dalla vegetazione, ma la cosa più problematica è che molti dei canali di scolo delle acque che scendono dalla Parrina sono tutti puliti. Il tappo è lì, dove l’anno scorso ci fu l’allagamento e basta poca acqua per far allagare i campi circostanti.

Strade vicinali. A quasi un anno dall’alluvione molte sono ancora disastrate e costringono gli abitanti a dei percorsi impervi, con banchine scassate, asfalto crepato ed altro. Eppure i soldi per la loro sistemazione ci sono e c’è un consorzio che quest’anno sembra aver chiesto le quote di pagamento a tutti gli agricoltori interessati: ma ancora nulla si vede.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa