Il dolore
«Spari e rifiuti a Montioni» La denuncia della Duna
FOLLONICA. Poca attenzione per il parco di Montioni: la denuncia arriva dall'associazione la Duna. Spari continui e nessun cartello che segnali che quell’area è protetta: questo, come raccontato dal...
FOLLONICA. Poca attenzione per il parco di Montioni: la denuncia arriva dall'associazione la Duna. Spari continui e nessun cartello che segnali che quell’area è protetta: questo, come raccontato dal gruppo ambientalista di cui portavoce è Antonio Vella, quello che accade alla porta del parco, dove la valle del Petraia comincia il suo cammino finale fuori dal bosco per arrivare fino all'ex Ilva. «Spari continui – dicono dalla Duna - specialmente nel fine settimana, perché proprio li, inserito come un cuneo verso il parco, c'è il tiro a volo con tutti i suoi annessi e connessi, rumori che si sentono per chilometri e chilometri, strati di pallini di piombo presenti nei dintorni, teloni verdi e argini costruiti per contenere cartucce e piattelli rotti che sono coerenti in un bosco come lo è la discarica - cava di Montioni a pochi chilometri di distanza. Ci si avvicina ad un parco, ma nulla ce lo fa capire». Quello che sostengono dalla Duna è che in quella zona mancano completamente le indicazioni che fanno capire che si tratta appunto di un'area protetta, mentre ci sono sparsi i cartelli segnaletici rivolti ai cacciatori di cinghiale. Alcuni anni fa erano stati messi degli avvisi sulle caratteristiche vegetali e animali presenti, oggi del tutto scoloriti o divelti o crollati per vecchiaia e mai sostituiti. Situazione completamente diversa invece in un altro spazio preservato quello delle Costiere di Scarlino, dove invece i cartelli non mancano e sono ben tenuti. «Eppure – continuano dall'associazione - le Bandite di Scarlino gestiscono ambedue le aree forestali. Noi ci domandiamo come mai questa differenza di approccio e sensibilità, questo atteggiamento che sembra abbia come finalità quella di rimuovere il fatto che esiste un parco alla porte di Follonica, una zona che si estende per centinaia di ettari verso Montioni. È come se da parte delle amministrazioni non si volesse veicolare e valorizzare assolutamente il parco verso un utilizzo ecocompatibile, se si toglie l'encomiabile lavoro che sta svolgendo la cooperativa il Nodo, nella struttura ricettiva e didattica di Montioni».
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