Il Tirreno

Grosseto

Incendio all’hotel, due assoluzioni

Si erano vantati al telefono di aver dato fuoco al magazzino su commissione

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FOLLONICA. Le indagini erano state archiviate pochi mesi dopo l’incendio, ma riaperte quattro anni dopo perché le intercettazioni telefoniche - di altra indagine - avevano rivelato che un uomo si stava vantando di aver appiccato il fuoco e di averlo fatto su commissione di un’altra persona. Sotto inchiesta erano così finiti chi era al telefono, Roberto Franzolin, 48 anni, e Gino Guttuso, stessa età, già indagato nel primo procedimento. Rinviati a giudizio, sono stati adesso assolti per non aver commesso il fatto.

Lo stesso pm onorario Bartalini aveva sollecitato l’assoluzione dei due imputati (difesa Carnicelli-Bartolozzi e Lera) sia per l’incendio doloso del magazzino dell’hotel Eden (dopo aver versato liquido infiammabile) sia per la violazione di domicilio che aveva preceduto il rogo e che era stata commessa dopo aver rotto una finestra sul retro. Era passata da poco la mezzanotte del 24 luglio 2004.

Così ha deciso il giudice Addimandi, che ha adesso depositato le motivazioni del procedimento concluso a luglio. Secondo il magistrato, per Guttuso «nessun elemento si è aggiunto a quelli che avevano portato al decreto di archiviazione anche nei suoi confronti», restando «inalterato lo scenario in cui egli aveva operato e opera nell’ambito della criminalità follonichese, cioè per lo più con condotte velatamente intimidatorie e velatamente minacciose, anche per conto terzi».

Per quanto riguarda Franzolin, si tratta secondo il giudice di telefonate «sicuramente equivoche» nelle quali non era comprensibile, forse volutamente, il nome di aveva commissionato l’incendio. Quando era stato sentito con dichiarazioni spontanee, all’ultima odienza del processo, Franzolin «non soltanto ha negato il fatto ma ha anche spiegato che le conversazioni erano permeate da una certa violenza e intimidazione e che si era vantato dell’incendio per contrapporre una sua inesistente “posizione” nell’ambito della criminalità follonichese».

Il primo procedimento, oltre che su Guttuso, si era concentrato su un altro uomo: questi aveva avuto dei dissidi, per questioni ereditarie ed economiche, con altri parenti interessat i all’albergo, dissidi - aggiunge il giudice - accompagnati da minacce velate. Guttuso era finito nella prima inchiesta perché persona nota nella criminalità follonichese che «aveva rafforzato subdolamente» le minacce del primo. Ma poiché l’unico scenario che si era aperto, anche con le intercettazioni che erano seguite, era quello del litigio familiare, la Procura aveva chiesto l’archiviazione del procedimento, accolta dal gip. Il 10 aprile 2008, alla luce di altre intercettazioni, era stata chiesta la riapertura delle indagini.

(p.s.)

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