Il dolore
«Contro i ladri di castagne servono divieti e controlli»
CASTEL DEL PIANO. Ruberie di castagne nei castagneti amiatini, peggio dell’invasione delle cavallette, e si invoca il sostegno istituzionale. La questione è delicatissima e dopo che molti...
CASTEL DEL PIANO. Ruberie di castagne nei castagneti amiatini, peggio dell’invasione delle cavallette, e si invoca il sostegno istituzionale. La questione è delicatissima e dopo che molti castanicoltori continuano a lamentare incursioni e razzie nei loro castagneti, anche in pieno giorno, di estranei, insorge anche l’associazione castagna Monte Amiata Igp.
«I nostri soci – spiega il presidente Lorenzo Fazzi – sono arrivati al colmo e non vorrei che qualcuno poi perdesse le staffe. Ci segnalano atteggiamenti prepotenti e arroganti di chi si comporta come se i castagneti fossero patrimonio comune, per cui si entra nelle proprietà altrui e si coglie indisturbati».
Un modo per fermare gli intrusi c’è: «Le possibilità di liberarsi di questi ladruncoli – spiega Fazzi – possono essere date da ordinanze dei sindaci che rammentino che già fin dal 1500, per Statuti comunitari, in tempo di castagnatura non si deve entrare nei castagneti. Poi si potrà andare a ruspare, ma nel bel mezzo del raccolto non si può tollerare questa cosa. Chi si comporta in modo inqualificabile non conosce i nostri Statuti, non rammenta le tradizioni secolari che regolano la raccolta?».
Il problema, però, non è solo all’origine, cioè al momento in cui le castagne vengono rubate. Il “secondo tempo” di tali ruberie si gioca dai grossisti quando i ladri di castagne portano il raccolto. «Ai grossisti – aggiunge Fazzi – chiedo che chiunque vada a conferire il prodotto, tanto o poco che sia, venga identificato, come si fa con tutti quanti, con carta di identità e codice fiscale».
Intanto molti castanicoltori lamentano scontri verbali con chi entra e raccoglie castagne non sue e lanciano idee: «È indispensabile – tuona un proprietario arcidossino – che i sindaci facciano un’ordinanza con cui sia fatto divieto di entrare, nei giorni della castagnatura, nelle strade vicinali e in tutte quelle che costeggiano i castagneti. Noi stiamo vivendo un assedio quotidiano da parte di gente arrogante e non rispettosa del lavoro altrui. Si arriva al punto che, pur consapevoli di rubar castagne, alzano la voce e sostengono di aver anche ragione. Atteggiamenti di un’ignoranza tale che io stesso ho paura di perdere le staffe e di compromettermi».
Alcuni castanicoltori lanciano l’idea di una riunione dei proprietari coi sindaci, la Provincia, l’Unione dei comuni e le associazioni, un tavolo per porre fine a questa piaga. E anche se per quest’anno è tardi, per il prossimo vogliono farsi trovare pronti, magari con sbarre agli accessi delle strade durante il periodo di castagnatura, anche a loro spese. Tutto pur di liberarsi di queste “cavallette”.
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