Casette dell’acqua, boom di utenti e incassi
Argentario, arrivati da un mese i due distributori viaggiano veloce. Il sindaco: «100 euro al giorno»
MONTE ARGENTARIO. A un mese dalla loro istituzione, le casette dell’acqua potabile nel Comune di Monte Argentario sembrano essere già un successo. I due distributori, uno a Porto Ercole e uno a Porto Santo Stefano, sono frequentati quotidianamente da tantissime persone che possono scegliere tra acqua naturale e gassata, pagando 5 centesimi per ogni litro e mezzo.
Una situazione forse inaspettata che fa gongolare il sindaco del promontorio, Arturo Cerulli: «Mi dicono dagli uffici che stiamo viaggiando a una media di incassi di più 100 euro al giorno – dice il primo cittadino argentarino – Una cifra che non va certo valutata per il suo valore monetario, ma per il fatto che corrisponde a circa 2000 bottiglie di plastica quotidianamente risparmiate. In pratica un cassonetto della plastica in meno al giorno che, pur essendo poca cosa, riveste una grande importanza in termini di responsabilizzazione della cittadinanza a certi tipi di comportamenti ed è l’obiettivo principale che ci eravamo posti». C’è da dire che anche le macchinette dell’acqua hanno fato registrare qualche disservizio, su cui qualcuno ha ironizzato sui social network, come ad esempio la presenza di un foglio per le qualità dell’acqua attaccato con lo scotch: «È vero, ci sono alcuni problemini che risolveremo al più presto – dice Cerulli – e metteremo una nuova bacheca per ogni postazione. Certo è che, quando succede che le gettoniere sono piene o la bomboletta per l’acqua per l’acqua gassata si esaurisce, bisogna che la gente impari ad avere un po’ di pazienza, tornando magari per poco alle vecchie usanze. Tuttavia anche noi cercheremo di ovviare il più possibile a certi disservizi. Anche perché io intravedo anche una funzione sociale di queste postazioni di distribuzione d’acqua: in alcuni frangenti sembra di essere tornati ai tempi delle pile comuni dove andare a lavare e rifornirsi, quando non c’era l’acqua nelle case – insiste il sindaco – c’è sempre qualcuno in fila con cui chiacchierare e scambiare due parole, e per ogni cittadino c’è la possibilità di conoscere persone del proprio paese che altrimenti non avrebbe mai conosciuto ». (s..z.)
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