Il Tirreno

Grosseto

«Luca Sani tra i 101 che tradirono Prodi»

di Gabriele Baldanzi
«Luca Sani tra i 101 che tradirono Prodi»

Libro di Damilano: «Accordo tra toscani anti Renzi». Ma il deputato maremmano del Pd nega e pubblica la foto della scheda sulla sua pagina Facebook

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GROSSETO. Il deputato maremmano del Pd Luca Sani, insieme ad altri cento parlamentari, il 19 aprile scorso fu uno dei “traditori” di Romano Prodi. Lo sostiene il giornalista Marco Damilano, inviato di politica de L'Espresso, nel libro "Chi ha sbagliato più forte" (edizioni Laterza).

«Per fermare o rallentare la corsa di Prodi (e di Renzi) i toscani si riunirono e si consultarono - scrive Damilano in un capitolo del libro - il segretario regionale Andrea Manciulli, il numero due della corrente di Dario Franceschini, il pratese Antonello Giacomelli, il fedelissimo di Manciulli Luca Sani, deputato di Grosseto, poi nominato presidente della Commissione Agricoltura della Camera, la deputata di Campiglia Marittima Silvia Velo, bersaniana, che prima delle votazioni confidò ai colleghi, compresi alcuni deputati e senatori leghisti, che lei non avrebbe mai votato per Prodi».

Sempre secondo il giornalista Damilano «I toscani volevano frenare Prodi perché temevano che con la sua elezione si sarebbe rafforzato eccessivamente Renzi, il suo king-maker, preoccupazione che tormentava anche il presidente della Regione Enrico Rossi».Damilano suddivide poi in tre categorie coloro che segarono Prodi nella corsa al Quirinale: i Dubbiosi, gli Scettici e i politicamente Lucidi. Sani viene annoverato tra quest'ultimi. Eppure Sani, anche agli amici più vicini, non ha mai rivelato come votò quel giorno. Si sa invece, per sua stessa ammissione, che non sostenne Franco Marini, 24 ore prima che si consumasse lo sgambetto a Prodi.

Però, a questo punto, siamo andati a cercarlo noi per verificare e capire cosa successe quel giorno.E c’è da dire che Sani non l’ha presa bene: «Io la scheda di quella votazione l’ho fotografata. E la foto la conservo ancora, sono disponibile a mostrarla e anche a una perizia calligrafica - cosa che ha poi fatto, pubblicando la foto della scheda sulla sua pagina Facebook, ndr - Non capita tutti i giorni di eleggere un presidente della Repubblica, quindi volevo avere un ricordo da mostrare ai figli e ai nipoti. Lo stesso, peraltro, ho fatto anche con la scheda successiva, quella per Napolitano». E quindi Sani valuta anche la possibilità di querelare il giornalista Damilano: «Il libro non l’ho ancora letto. Ma devo dire che gli estremi per una querela ci sono tutti. Visto che le prove le conservo nel mio telefonino».

 

 

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