La manifestazione
«Senza rinnovamento non c’è futuro»
Marco Simiani, Christian Sensi e Pietro Migliaccio si presentano. Chiedono un netto cambio di passo a Pd e governo locale
GROSSETO. Qualcuno, non senza malizia, ha subito sottolineato «Questa conferenza stampa andava fatta davanti alla sala Eden che cade a pezzi... Ma, in fondo, anche piazza della Palma ancora piena di auto male non è...»: alla presentazione dei candidati al congresso di area renziana-giaguariana (Marco Simiani, 43 anni, Christian Sensi, 36, e Pietro Migliaccio, 26) c’è una bella fetta di Pd. Di varie correnti interne, anche i “civatiani” hanno rinunciato a nomi propri e sono con Simiani e compagni, lo stesso i Giovani Democratici con Marco Di Giacopo, ma fra tutti traspare, si tocca proprio con mano, una forte critica all’amministrazione del capoluogo.
Sarà che, di là, ci sono sindaco e vicesindaco (almeno a livello locale, perché poi entrambi voteranno Renzi al nazionale), sarà perché la discontinuità che chiedono e che propongono vuole partire proprio dal capoluogo della Maremma.
«Va recuperato il rapporto fra territorio e capoluogo – dice subito Marco Simiani, candidato alla segreteria provinciale del partito –. Adesso c’è una divisione netta, mentre Grosseto deve recuperare quel ruolo di guida della Maremma che da troppo tempo è stato trascurato. Noi pensiamo che si possa ripartire dal basso, dal coinvolgimento della gente, da un progetto che sappia parlar chiaro e dare risposte». E non mancano le frecciate su Grosseto-città: «Il capoluogo dovrebbe essere più curato e attraente, vorrei vedere una città più elegante e più pulita. Vorrei vedere questa piazza (della Palma, ndr) trasformata in un giardino. Lavoriamo per governare ancora dopo il 2016, ma con un deciso cambio di passo. E lavoriamo per avere un buon risultato nei molti Comuni che vanno al voto a primavera (17 su 28, fra cui Follonica, ndr), visto che negli ultimi tempi i numeri non ci hanno certo premiato».
E anche Christian Sensi marca con forza la necessità di cambio di passo, di rinnovamento di persone e linguaggio. «Quando mi hanno proposto di candidarmi – spiega il giovane avvocato – proprio non ci pensavo. Però visto che da tempo denuncio le cose che non vanno in città, certo non potevo tirarmi indietro nel momento in cui mi hanno chiesto di metterci la faccia e di trovare soluzioni per migliorarle».
E ancora: «In questa città va recuperato il rapporto fra cittadini e istituzioni. La città reale, quella produttiva e pensante, è altrove rispetto al Pd e all’Amministrazione. Dobbiamo smettere di consumare energie nelle nostre beghe interne e riprendere a dare risposte ai problemi della gente». E poi legge un po’ di rassegna stampa: «I giornali locali ogni giorno raccontano cosa non va. Dalle piccole cose al dramma del lavoro: noi dobbiamo dare risposte, altrimenti continueremo a perdere consensi».
E quindi serve un linguaggio nuovo: «La politica ormai si legge sui social network, il mondo è cambiato. Impariamo a metterci la faccia: io lo faccio per primo. In questa settimana di campagna elettorale per l’Unione mi sono affidato per l’organizzazione a Giulia Bardi, che ha poco più di vent’anni e tanto entusiasmo. Recuperiamo energie partendo da persone come lei».
Pietro Migliaccio, candidato al quartiere Pace (primo congresso in città, si vota mercoledì dalle 18 alle 24, orario peggiore non si poteva trovare...) è uno dei giovani di cui parla Sensi. Ha 26 anni, ma alla politica si è avvicinato a 15 anni. «Se diamo a questo partito un ruolo di servizio possiamo rilanciarlo. Il quartiere Pace è il più popoloso, vorrei che la sede del Pd diventasse una casa per la gente. E non solo per gli iscritti. Questa città soffre e i giovani che hanno coraggio vanno all’estero. Vorrei che il Pd lavorasse per rendere loro una prospettiva». Lo stesso lo sottolinea Marco Di Giacopo, 18 anni, dei Giovani Democratici: «Crediamo che Simiani, Sensi e Migliaccio possano dare risposte ai giovani come me che sentono il partito sempre più lontano. Senza di noi il Pd è destinato a spegnersi. È solo questione di tempo».
@guifiorini
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