Il Tirreno

Grosseto

Il ministro: sto lavorando per Giannutri

di Elisabetta Giorgi
Il ministro: sto lavorando per Giannutri

L’isola è in preda al degrado e la villa romana off limits. Massimo Bray: «Contatti aperti con Comune, Regione e Demanio»

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ISOLA DI GIANNUTRI. Bellissima e abbandonata, chiusa al pubblico e preda del degrado, Giannutri racchiude, come uno scrigno, i resti della villa romana del II secolo dc, costruita dalla famiglia dei Domizi Enobarbi (famiglia senatoria di commercianti cui apparteneva Gneo Domizio, marito di Agrippina e madre dell’imperatore Nerone). Una villa abbandonata e chiusa, ennesimo tassello di un mosaico (l’isola) colmo di problemi dal punto di vista dei servizi e della loro fruizione.

Quale futuro attende l’isola? Quale la villa? Risponde Massimo Bray, ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, che nel corso di un “tour” tra i temi dei beni culturali toscani fa il punto su Giannutri, spiegando come la villa romana sia «un bene demaniale che era in consegna al Ministero dell’Ambiente. A dicembre 2012 la villa è stata consegnata al Mibact (il suo ministero, ndr) che comunque, negli anni, ha investito oltre un milione di euro per lavori di restauro. Nel 2013 sono stati spesi 60 mila euro per la rimozione dei rifiuti speciali nell’area dell’ex taverna del Granduca. Ora il ministero - dice Bray - sta lavorando insieme al Demanio, al ministero dell’ambiente, alla Regione Toscana e al Comune dell’isola del Giglio per la migliore valorizzazione e fruizione del sito archeologico. Un tavolo importante, al quale il Mibact ha dato la massima disponibilità per offrire al più presto ai cittadini i tesori paesaggistici e archeologici dell’isola».

Bray spiega insomma di proseguire un “tavolo” istituzionale, come preludio di un percorso futuro; ma progetti concreti per un rilancio reale, al momento, paiono ancora a uno stato embrionale. Lo conferma Sergio Ortelli, sindaco dell’isola del Giglio, che spiega come anche «il Comune stia lavorando per sbloccare la situazione: c’è un tavolo tra istituzioni - dice - per far ripartire la villa: ne facciamo parte anche noi. Questo tavolo ha il fine di pianificare un accordo di valorizzazione che porti a far ripartire questo bene, che non è solo dei gigliesi, ma dell’umanità intera». Progetti concreti? Al momento devono partire. «L’accensione del motore, è chiaro, deve avvenire dal ministero in seno al quale è intanto avvenuto questo importante passaggio dal precedente ministero dell’ambiente, e con il quale collaboriamo per condividere idee e trovare eventuali fondi». Le idee sono tante: «Inserire la villa in un circuito turistico, sviluppare servizi igienici e infrastrutturali. Lavorare per capire bene quale strada debba essere affrontata: la competenza è ministeriale, noi siamo accanto al ministero su tutto questo, fiduciosi». Intanto il Comune ha lavorato «per migliorare i servizi “pubblici” (il trasporto marittimo utile a trasporto di rifiuti e gasolio per la centrale) e per eliminare le attività speculative a vantaggio di una corretta gestione “pubblica”». E la fornitura di energia? «A breve verrà presentato il progetto di una nuova centrale elettrica a gestione pubblica - risponde Ortelli - Sorgerà nel luogo in cui è la piazzola dell’elisoccorso», di fatto esautorando il Consorzio. «L’isola privata si sta trasformando da privata a pubblica - conclude Ortelli - tra l’altro senza la minima collaborazione del Consorzio stesso».

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