Il Tirreno

Grosseto

Il Comune non ha soldi bambino disabile senza tutor

di Paolo Mastracca
Il Comune non ha soldi bambino disabile senza tutor

Il dodicenne è alle medie e deve essere seguito da un educatore pagato dall’ente Il sindaco: «Posso garantire il servizio fino a dicembre. Per il 2014 non lo so»

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GROSSETO. Ci sono storie struggenti nella vita, capaci di penetrare nell’animo, che fanno capire quanto sia piccolo e inconcludente il genere umano di fronte alla forza e alla tenacia di una mamma. La storia che raccontiamo si sviluppa in un paesino del sud della provincia di Grosseto – in virtù delle tutele previste dalla legge non è possibile rendere nota l’identità del bambino, né fornire elementi utili alla sua identificazione e quindi neanche riportare il nome del comune – e la signora che ce la racconta la chiameremo semplicemente “mamma”, senza bisogno di aggettivi rafforzativi, perché la mamma è il sinonimo dell’amore assoluto e non necessita di altre definizioni.

Il figlio di questa mamma ha 12 anni, è portatore di handicap e frequenta la prima media. Oltre ai problemi quotidiani, facilmente immaginabili, non dovrebbero essere messi in discussione i più elementari principi, come il diritto allo studio. Un diritto sancito non soltanto dalla Costituzione italiana, che viene sbandierata a fasi alterne secondo le convenienze, ma frutto principalmente del buon senso in una società che ritiene di essere sviluppata ed emancipata.

Purtroppo nella realtà non è così, e quindi la mamma deve fare i conti col fatto che suo figlio, dopo aver già iniziato l’anno scolastico in ritardo di alcuni giorni per criticità organizzative, ora sta svolgendo un percorso formativo di 18 ore settimanali con l’insegnante di sostegno ma le previste 12 ore riservate con un apposito educatore gli sono state ridotte drasticamente. E con il rischio che gli vengano tolte del tutto dopo il 1º gennaio 2014.

Manco a dirlo il problema è economico: il Comune, che è chiamato a sostenere il costo dell’educatore, non ha i soldi per pagarlo per tutto l’anno.

«Non ce l’ho con nessuno – spiega la mamma – né voglio polemizzare. L’unico interesse che ho riguarda il mio bambino, affinché possa affrontare un percorso scolastico nei modi e nei tempi previsti dalla scuola. L’insegnante di sostegno è brava ed efficace; attendo con fiducia anche un altrettanto bravo educatore a disposizione per il tempo previsto».

La forza e la dignità della mamma colpiscono dritti al cuore. Anche a quello del sindaco del paese: «Conosco la situazione perché ho avuto un colloquio con la mamma – spiega il primo cittadino –. Il Comune deve garantire la copertura finanziaria dell’educatore mentre alla scuola compete il costo dell’insegnante di sostegno. Da parte nostra è stato previsto nel bilancio il costo di tale servizio fino al 31 dicembre. Per il 2014 non ho potuto fornire certezze perché il bilancio sarà approvato entro fine novembre. Nel plafond di servizi non rientra questa casistica. In ogni caso l’impegno a trovare i fondi necessari sarà assoluto».

La speranza è che si riesca ad affrontare e risolvere positivamente l’esigenza di un bambino che deve trovare nelle istituzioni e nella collettività un punto di riferimento sicuro e affidabile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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