Sicurezza
Attenzione ai funghi velenosi
Da lunedì l’Asl 9 mette a disposizione gli esperti per un servizio gratuito in caso di dubbio
GROSSETO. È il momento buono. Finalmente sono spuntati. La combinazione di precipitazioni e temperatura hanno prodotto il risultato sperato da molti. Sono nati i funghi.
E con il loro arrivo aprono da lunedì anche gli sportelli dell’Ispettorato micologico della Asl 9. Il servizio, a cura dei micologi della azienda e completamente gratuito, è rivolto ai cercatori di funghi per autoconsumo, in caso di dubbi sulle specie raccolte. Dallo scorso settembre, inoltre, sono stati attivati anche i turni di pronta disponibilità per il personale dell'Ispettorato micologico aziendale, che collabora a chiamata con i medici dei Pronto soccorso, in caso di sospetta intossicazione per ingestione di funghi, per stabilire la specie e somministrare l’adeguata terapia ai pazienti.
«Gli sportelli territoriali e il servizio di pronta reperibilità vengono attivati per la tutela della salute dei cittadini – spiega Leonardo Ginanneschi, responsabile dell’Ispettorato micologico della Asl 9 - In via preventiva, fornendo una consulenza ai raccoglitori occasionali di funghi sulla loro qualità prima del consumo, oppure intervenendo a supporto del personale medico del pronto soccorso, nel caso in cui si presentino persone con sintomi di intossicazione».
«È bene ricordare – continua Ginanneschi - di fare massima attenzione alle specie raccolte e, nel caso di dubbi, prima di cucinarle, recarsi alle sedi degli ispettorati più vicine e farle esaminare dagli esperti, ricordandosi di portare con sé tutti i funghi trovati, integri e ben conservati per facilitarne il riconoscimento. È cronaca dello scorso anno, del resto, la morte di un’intera famiglia, in Toscana, per intossicazione da amanita phalloides». E in caso di sospetta intossicazione, chi si rivolge al pronto soccorso dovrebbe portare con sé gli avanzi dei funghi consumati – conclude - o i resti delle puliture, in modo da facilitare l’identificazione della specie da parte dei micologi che collaborano con il personale medico. Come tutti i prodotti deperibili, infatti, i funghi vengono facilmente aggrediti da parassiti animali e da muffe che possono renderli tossici, soprattutto se vecchi, mal conservati o poco cotti. Le intossicazioni, inoltre, avvengono quasi sempre per errori di valutazione dei segni che si trovano sui funghi: i colori, le forme non corrispondenti, gli odori confusi, i sapori scambiati, tutti particolari che solo un occhio esperto può facilmente individuare per determinare l'esatta specie e risalire alla commestibilità.
La Asl ricorda che dal 1995 al 2012, in provincia, sono state segnalate poco meno di 300 intossicazioni da funghi di specie accertate. In nessun caso si è verificata la morte della persona, anche se si sono registrati avvelenamenti potenzialmente mortali. La metà delle intossicazioni è stata imputata all’entoloma lividum, un fungo molto tossico che viene confuso con il clitocybe nebularis, detto ordinale grigio, abitualmente utilizzato in Maremma, benché anch’esso tossico se non ben cotto, se consumato in pasti ravvicinati e da soggetti sensibili. Altra specie tossica - spesso confusa con il cantharellus cibarius, il giallarello o galletto, viceversa commestibile e prelibato - è l’omphalotus olearius, responsabile di oltre il 20 per cento delle intossicazioni in provincia. In percentuali molto più basse, si sono verificate anche intossicazioni per il consumo della temibile amanita phalloides, una specie potenzialmente mortale anche se assunta in piccole dosi (70 grammi di fungo fresco possono portare alla morte un adulto di 70 chili, se non trattato in tempo); ma anche dall’agaricus xanthoderma, molto tossico e facilmente confuso con il comune prataiolo.
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