La manifestazione
Sì della giunta al ponte sull’Ombrone
Due milioni di euro si spostano sul progetto e sul rifacimento della ciclabile che porta a Marina
GROSSETO. Sì al ponte sull’Ombrone, alla rinascita della ciclabile per Marina e al Centro degli Etruschi (lo farà la Regione, 12milioni). No alla pista che avrebbe portato gli amanti della bici a Roselle (proprio dove è destinato a nascere il polo culturale. E non solo). Due milioni di euro cambiano destinazione, si spostano da un progetto ad altri. L’ha deciso la giunta.
Ieri il piano è stato presentato dal sindaco Bonifazi e dall’assessore ai lavori pubblici, Monaci. Quando si parla di ponti, in Italia, c’è da andarci con i piedi di piombo: basta vedere la fine del maestoso progetto sullo Stretto. Eppure, in Maremma c’è chi ci prova, nella speranza di avere più successo dei governanti romani. L’opera verrà realizzata in località La Barca (a destra nelle foto il punto e il progetto). Il progetto è stato messo a punto anche grazie ai ragazzi dell’istituto geometri Manetti. Ma come sarà questo ponte? Struttura in acciaio, poco impattante (assicurano dal Comune) e pavimento in legno. Un qualcosa in grado di reggere il peso di pedoni, biciclette e mezzi di soccorso. Sarà aperto anche all’attraversamento a cavallo, fatto da non sottovalutare visto la riserva naturale da cui sarebbe circondato. Il tutto per un milione e 800mila euro. «L’appalto arriverà a giugno» assicura Monaci. Sarà integrato dalle idee dell’impresa costruttrice e – soprattutto – dal volere della Soprintendenza. Ma occhio, tutto fa pensare che per andare da una parte all’altra del fiume sarà necessario attendere almeno la fine del Bonifazi bis, nel maggio 2016. Resta da capire cosa ne sarà dell’orrenda chiatta acquistata nel 2004 dalla giunta di centrodestra, una spesa che si aggirava sui 300milioni delle vecchie lire per un grosso natante a motore destinato a muoversi entro un’area protetta. Trascorso un decennio a marcire, nel maggio scorso la chiatta pareva destinata a tornare a casa: il Comune aveva accettato un’offerta della Zara metalmeccanica (8mila euro), la ditta che aveva venduto l’imbarcazione nel 2004. Ma l’accordo pare sia saltato e si va verso uno smaltimento a carico dell’ente. A questo vanno aggiunti i quattrini macinati per predisporre, sempre da quelle parti, adeguate zone di attracco, portate via – sembra incredibile - da una piena del fiume nel 2008. A conti fatti, attraversare l’Ombrone - mai dovesse vedere la luce il ponte - sarà costato ai grossetani ben oltre 2 milioni di euro. Ma si tratta di un’opera a lungo richiesta e da molti ritenuta strategica. Durante la presentazione hanno confermato la propria approvazione sia Legambiente, «È una bella scelta. Giornata epocale»; che il consorzio Naturalmente Toscana «È l’inizio di un percorso che dovrà continuare». Un’infrastruttura presente nel programma elettorale 2011 del sindaco Bonifazi. «Sarà – garantisce Monaci - la strada privilegiata per accedere allo splendido Parco della Maremma, un’opportunità di sviluppo di tutto il territorio costiero».
Ma non c’è solo il ponte nei piani dell’amministrazione: 180mila euro andranno a rinnovare un lungo tratto della ciclabile che porta a Marina (tratto tra Principina a Terra e le Strillaie, nella foto sopra). Il percorso è chiuso da diversi giorni a causa dei numerosi smottamenti e delle profonde e pericolose buche. «Vogliamo – dice l’assessore - che la pista sia agibile entro primavera. Vedremo se è il caso di aprirne una parte in via provvisoria”. L’uscita dal Piuss ha partorito queste scelte. Salvo il sostegno di Firenze per le opere già realizzate, come la ciclabile da via Giotto a via Senese e l’asilo di via Mozambico.
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