Il Tirreno

Grosseto

Botte alla donna creduta rivale in amore

Botte alla donna creduta rivale in amore

Sotto processo anche per stalking una 38enne cubana che aveva affrontato per strada un’infermiera

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Si erano incrociate, si erano riconosciute, era partita qualche parola di troppo. Una rinfacciava all’altra di averle portato via l’uomo, l’altra negava assolutamente di avere la benché minima responsabilità. E poi le botte. Ne avevano fatte le spese entrambe, perché entrambe si erano fatte medicare al pronto soccorso. Ma le strade giudiziarie seguenti alle querele si sono separate anche per la gravità delle lesioni riportate: una è davanti al giudice di pace (5 giorni di guarigione), l’altra è finita davanti al giudice monocratico (32 giorni). Quest’ultimo processo è fissato per il 5 maggio davanti al dottor Mezzaluna. Ma non è un processo per sole lesioni: c’è anche e soprattutto l’accusa di stalking.

Sotto processo una donna di origine cubana, abitante a pochi chilometri da Grosseto. Trentotto anni, era stata compagna di un professionista grossetano. I due si erano poi lasciati. Ma la straniera si era convinta che dietro ci fosse l’opera di una 53enne grossetana, infermiera. E dopo aver fatto di tutto per sapere chi era, avrebbe iniziato a perseguitarla. Era il 2011. Ed era l’estate di quell’anno quando la signora era stata formalmente ammonita dal questore a non avvicinarsi alla grossetana. Un invito non raccolto perché secondo l’accusa la donna straniera avrebbe pedinato l’altra, si sarebbe appostata nei luoghi da lei frequentati, sarebbe passata spesso sotto la sua abitazione. Avrebbe poi inviato decine di messaggi sms e le avrebbe fatto anche telefonate, alcune delle quali di brevissima durata.

Le due donne si erano poi incontrate. E quello che era accaduto era stato narrato anche dalle cronache. Era il 14 giugno 2011 e le due donne si erano incrociate in via Canova. Un incontro casuale, sostiene la difesa, non da legare all’ipotesi di persecuzione formulato dall’accusa: l’infermiera stava andando al lavoro ma non sarebbe stata seguita dalla cubana. Cosa si avvenuto realmente in quei momenti in via Canova dovrà essere il processo a stabilirlo, dal momento che le versioni finora rese sono divergenti e inconciliabili. Chi abbia cominciato deve anche questo essere stabilito. Quando erano arrivati i carabinieri, ed erano riusciti con qualche fatica a separare le due contendenti, ormai la lite era al culmine.

Fatto sta che l’infermiera era andata a farsi refertare al pronto soccorso, per essere stata spintonata, strattonata e colpita con calci e pugni: contusioni al braccio sinistro e alla gamba sinistra, nonché alla cervicale. In tutto, una prognosi di 32 giorni. La grossetana si è rivolta all’avvocato Simoma Brizzi, chiedendo la costituzione di parte civile; la donna straniera viene difesa dall’avvocato Paolo Serra. Le molestie sarebbero poi proseguite fino ai primi del settembre di quello stesso anno.

(p.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web