Il Tirreno

Grosseto

Razzìa di castagne Ladri e turisti in bus “assaltano” l’Amiata

di Fiora Bonelli
Razzìa di castagne Ladri e turisti in bus “assaltano” l’Amiata

Raccolto in crisi tra furti notturni e visitatori della domenica L’appello: si vieti l’accesso alle auto e i grossisti collaborino

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CASTEL DEL PIANO. Tempo di castagnatura e in Amiata è allarme rosso. E non solo per il cinipide, l’insetto cinese killer dei castagneti che sta decimando i raccolti, accartocciando le foglie della pianta e le impedisce di fruttificare. C’è anche la mano dell’uomo che alleggerisce il raccolto dei proprietari.

Per l’insetto con gli occhi a mandorla i proprietari erano pronti. Ormai, infatti, tutti sanno bene che per responsabilità del cinipide galligeno importato dalla Cina, le perdite saranno ingenti e che partono dal 30 per cento in su, a seconda delle zone, più o meno infestate. Tutto questo si sapeva.

Nessuno, o quasi, invece, si sarebbe aspettato che le castagne facessero tanta gola a turisti occasionali o a ladruncoli più o meno organizzati e che dalla sera alla mattina sparissero dai castagneti parte di quelle cadute e lasciate lì per essere raccolte il giorno seguente.

Moltissimi castanicoltori segnalano situazioni pesanti e chiedono che venga rimarcato che in castagnatura dentro le proprietà altrui non si può andare, che le castagne non sono di tutti ma del proprietario che, magari, vive con quell’attività.

Per tradizione secolare, incalzano i castanicoltori, solo dopo finita la castagnatura i cosiddetti “ruspaioli” possono andare a prendersi quello che è rimasto di non colto. Ad ascoltare i racocnti dei castanicoltori, le situazioni più inquietanti sono due: le incursioni nei castagneti durante la notte e quelle per raccogliere i frutti specialmente la domenica, quando turisti che arrivano addirittura coi pullman in montagna per fare un tour, approfittano della stagione e cominciano a raccogliere prima lungo la strada e poi anche dentro gli appezzamenti.

«Non riusciamo a fronteggiare questi “assalti”», racconta un castanicoltore amiatino, «perché se cerchiamo di dissuaderli con le buone, nemmeno ci ascoltano. Arrivano a piedi, ma alcuni entrano nelle strade interne addirittura con l’auto. Bisognerebbe che i sindaci facessero come fanno nel viterbese, dove vengono fatte ordinanze di divieto di ingresso nelle strade rurali in tempo di castagnatura».

Le razzie non capitano solo di giorno e di domenica. Sono in parecchi, infatti, che si lamentano che durante la notte qualcuno si introduce nei castagneti e si porta via i marroni: «Non possiamo nemmeno denunciare questa cosa – si lamentano i castanicoltori – perché come si può dimostrare un fatto così? Noi siamo sicuri di aver lasciato da qualche parte del castagneto, alcuni strati di castagne che non abbiamo fatto in tempo a cogliere. Siamo sicuri che la mattina dopo ci troviamo solo i ricci e le foglie. Ma la questione è veramente indimostrabile in concreto. Per cui rinunciamo ad andare dai carabinieri. Ma c’è qualcuno che nei suoi castagneti ci dorme per essere certo che non succeda nulla».

Gli stessi proprietari, comunque, chiedono che venga rispettata una tradizione antica: «Nemmeno per cercare i funghi si possono attraversare i castagneti altrui. D’altra parte, recintare tutto non si può e non è nemmeno bello per la montagna. Ma la gente deve rispettare le regole, quelle che già negli statuti del 1571 vengono dichiarate solennemente, quando si dice che sarà comminata una pena a chi coglierà castagne nei castagneti non suoi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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