Il Tirreno

Grosseto

Mabro: tutto il futuro in un documento

di Francesca Gori
Mabro: tutto il futuro in un documento

Assemblea pubblica dei lavoratori, la Cgil incontrerà una professionista che si occupa di risanamento aziendale

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GROSSETO. Soluzioni per andare avanti, a partire dal documento che già a luglio era stato presentato dai lavoratori della Mabro alle istituzioni. Soluzioni che questa volta potrebbe arrivare attraverso la Cgil, che è stata contattata da una “specialista”, da una professionista esperta in salvataggi aziendali.

L’annuncio a sorpresa è stato dato dal segretario dei tessili della Cgil Furio Santini, tirato per la giacchetta dalle operaie che chiedevano conto, in un’affollata assemblea alla sala Pegaso, del lavoro dell’organizzazione. «La prossima settimana ci sarà quest’incontro - ha detto Santini - che potrebbe rappresentare la svolta ma potrebbe anche essere una bufala enorme». C’è soltanto da aspettare, quindi, per capire se qualcosa di nuovo e di diverso potrà affacciarsi nella fabbrica di via Senese, dove un gruppo di lavoratrici ha scelto di portare avanti la produzione nonostante che la maggior parte abbia invece deciso di continuare a stare fuori dai cancelli. E sono stati questi ultimi a organizzare l’appuntamento di ieri: c’era il sindaco Emilio Bonifazi, con l’assessore Emanuel Cerciello, c’era il presidente della Provincia Leonardo Marras, con l’assessore Gianni Chelini e c’erano anche i sindacalisti, quelli della Cgil (Santini e Renzetti) e Roberto Franceschetti della Uil. Mancava Enrico Rossi. Il presidente della Regione aveva dato la propria disponibilità a partecipare all’iniziativa durante l’intervento di Nadia Perino, invitata la scorsa settimana a Piombino. E invece, Rossi non è venuto in Maremma. Della Regione c’era però Giovanni Donzelli, capogruppo di Fratelli d’Italia al consiglio regionale. C’era la destra regionale, a parlare con le operaie della Mabro che proprio al giovane consigliere fiorentino senza peli sulla lingua e senza bisogno del microfono per farsi sentire dalla sala, ha strappato gli applausi più forti. Il punto della situazione, quando si parla di Mabro, è sempre difficile da fare. E anche ieri, dove è stato presentato il documento sulle prospettive future del comparto e dell’azienda, qualche mugugno si è sollevato. «Provate a starci voi dieci mesi senza prendere lo stipendio», ha urlato qualcuna dalla sala. Perché che la si guardi da una parte o dall’altra, la questione Mabro è sempre la stessa: la cassa integrazione ancora non è arrivata, il lavoro stenta a ripartire e soprattutto mancano i soldi. «Manca il capitale - dice Leonardo Marras - così come dicevo parafrasando Marx quando ero giovane. Serve trasparenza, ora e serve che l’azienda sia messa in condizione di attrarre investimenti veri».

Pensiero condiviso dal sindaco Emilio Bonifazi, che sul documento delle maestranze ha rilevato soltanto un difetto. «Qui manca il conto economico e finanziario - ha detto il primo cittadino di Grosseto - manca il piano industriale che chiediamo da tempo. E non possono certo essere le maestranze, le rappresentanti dei lavoratori a mettere nero su bianco cifre e conti».

Che le prospettive per rilanciare la Mabro ci siano, nessuno alla sala Pegaso lo ha messo in dubbio. «Abbiamo incontrato stilisti importanti - dice ancora Bonifazi - siamo stati al ministero più di una volta per cercare di risolvere il problema della cassa integrazione. Noi e la Provincia abbiamo fatto quello che abbiamo potuto. Ora però serve un piano industriale». E, possibilmente, serve anche che il tribunale dia il via libera alla Prodi bis. «Mettere l’azienda in trasparenza - dice Marras - potrebbe servire a cambiare i vertici dell’azienda. La Prodi bis è la procedura che garantirebbe questo». La palla passa quindi di nuovo nelle mani del tribunale che, allo scadere della proroga per il concordato in bianco presentato da Abbigliamento Grosseto, potrebbe decidere di attivare il commissariamento della società. Intanto, anche il sindacato ha fatto la sua parte. In settimana ci sarà l’incontro annunciato da Furio Santini con la persona che ha contattato la Cgil per provare a trovare una soluzione a una crisi che sta coinvolgendo centinaia di famiglie grossetane. Alla Mabro, i 220 dipendenti, aspettano soltanto una soluzione che garantisca loro uno stipendio. «Ma anche una soluzione - aggiunge Santini - che non faccia sparire dal territorio la Mabro. Finire nelle mani di cinesi o thailandesi rappresenta un rischio enorme da correre. Il rischio che la produzione venga delocalizzata».

Le donne della rsu Cgil, Nadia Perino, Manola Mengozzi e Francesca Ferrari, ieri sono partite da esperienze concrete. Quella dell’imprenditore del cachemire Brunello Cucinelli, che ha acquisito la D’Avenza di Carrara annunciando il raddoppio del personale. Sperando che la stessa sorte, prima o poi, tocchi anche alla Mabro.

@francegori

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