Il Tirreno

Grosseto

Borghi cerca l’accordo «Si converga su Biliotti»

di Gabriele Baldanzi
Borghi cerca l’accordo «Si converga su Biliotti»

Il vicesindaco a renziani e “giaguari”: Saimo è il nome giusto per l’Unione «Simiani? Ha bruciato i tempi e non mi è piaciuto. Ma sono rimasto neutrale»

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GROSSETO. Il vicesindaco Paolo Borghi ieri ha parlato della candidatura di Saimo Biliotti per la segreteria comunale. Lo ha fatto rivolgendosi a chi, “si legge dai giornali”, risulta non intenzionato a sostenerlo. Borghi usa toni concilianti. «Non riesco a capire perché, anche quando ci sono le condizioni per allinearsi, si preferisca dividersi in bande e andare allo scontro. Lo ripeto da un mese: ho lavorato e sto lavorando solo su Grosseto per trovare l'accordo intorno a un nome che possa rappresentare tutti. Biliotti ha queste caratteristiche. In città c'è bisogno di un cambio di passo a partire dal Pd; lui - a mio avviso - è in grado di garantirlo. Ha consenso, ha carisma e una fetta importante del Partito Democratico che lo stima e gli vuole bene».

«Spero - prosegue il vicesindaco - che sia Simiani (con i renziani), sia Marras (con i giaguari), non si facciano davvero condizionare dalla primogenitura della candidatura. Voglio pensare che la ricerca di un'alternativa a Biliotti non nasca dal fatto che è un'idea di Borghi e Bonifazi, altrimenti siamo alla frutta. Altro che nuova politica…». Borghi è convinto che Biliotti abbia la forza per vincere comunque, «ma preferirei che ci fosse convergenza anche delle altre componenti».

Facciamo notare che tutto sarebbe stato più facile se lo stesso Borghi (e magari Bonifazi) fosse andato su Simiani. «Non mi pare di aver recitato parti da protagonista nella partita per le candidature alla segreteria provinciale. Sono stato tirato per la giacca più volte, ma non ho firmato per nessuno dei due candidati. Per scelta. Il modo in cui Simiani ha bruciato i tempi, per mettere in difficoltà gli altri, non mi ha entusiasmato. E comunque non mi pare una colpa grave aver mantenuto questa neutralità in una fase in cui ogni posizionamento suscita ulteriori spostamenti, prese di posizione, commenti. Ecco, vedo comportamenti peggiori all'interno del Pd».

Borghi, insomma, rilancia il dialogo. «Sto con Matteo Renzi a livello nazionale e con Dario Parrini al regionale. Sul provinciale, al momento, non ho scelto. C'è poco da stanare. A Grosseto, visto che l'amministrazione comunale ha davanti ancora due anni e mezzo di mandato, visto che in consiglio ci sono divisioni e malumori nel gruppo Pd, mi auguro che il congresso possa rappresentare un momento di recupero delle relazioni, che si possa ricucire con una figura nuova. È una grande occasione. Smettiamola di discutere sul nulla, di personalizzare, di voler ad ogni costa collocare questo o quello. Per i renziani e i giaguari la logica suggerisce Biliotti, ogni altra scelta mi appare come una forzatura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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