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Grosseto

Soldato morto in Kosovo, domani i funerali

Soldato morto in Kosovo, domani i funerali

Andrea sarebbe stato ucciso da un colpo di pistola esploso accidentalmente, il dolore dei compagni

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GROSSETO. Il via vai alla camera ardente aperta al Cemivet, ieri pomeriggio, è stato continuo nonostante che la salma di Andrea Coppa, il sottufficiale di 39 anni morto durante una missione in Kossovo, sia arrivata a Grosseto alle cinque del pomeriggio. Oggi il centro militare veterinario di Grosseto sarà aperto a tutti, militari e civili, che vorranno andare a salutarlo l’ultima volta.

Ieri mattina, all’obitorio dell’ospedale militare di Roma, si è svolta l’autopsia sulla salma di Coppa. Ucciso, pare, da un colpo di pistola, la stessa in dotazione al militare. Un colpo che potrebbe essere partito accidentalmente, ferendolo mortalmente. Nessuno, però, parla di quello che è finito agli atti della Procura di Roma. Nessuno lo ha fatto dal primo giorno, da quando il Kfor ha emesso il comunicato stampa che diceva che Coppa era morto probabilmente per un malore. La verità su quello che è successo a Pristina, dove il sottufficiale grossetano stava quasi per concludere una missione durata sei mesi, finirà negli atti della Procura. A Grosseto invece, resterà soltanto il vuoto per la morte del sottufficiale che in città viveva e che aveva frequentato le scuole superiori. A ricordarlo, ieri su facebook è stato un suo ex insegnante che oggi sarà al Cemivet, con i suoi studenti di allora. «Ci manca e ci mancherà.Anche se magari molti di noi non lo vedevano da anni - scrive Massimo Ciani - per noi comuni mortali era satisfattorio il solo sapere che, da qualche parte, Andrea stendeva l'ombra del suo bel sorriso. Stamani a scuola, all'Itc Fossombroni, qualcuno del personale non scolastico a distanza di oltre venti anni, si ricordava di lui, e per me è stato appagante. Ora lo andremo a salutare». L’appuntamento degli ex studenti e professori, quelli della quinta C 1992-93, si ritroveranno davanti alla Scuola Edile di via Monterosa e da lì andranno al Cemivet dove è stata allestita la camera ardente. «Aspettaci, Andrea - è il pensiero in parole del professore - Per noi non sei una notizia su un giornale o su un video che poi, dopo letto o visto, non guarderà più nessuno. Per noi sei molto, ma molto di più. Sei e rimani il nostro Andrea di quando tu, di quando noi tutti, eravamo più giovani e fiduciosi in un mondo che di lì a poco è sprofondato in un assurdo, brutale cinismo».

Ieri, alcuni rappresentanti delle istituzioni sono andati a rendere omaggio ad Andrea. Lo stesso succederà oggi. Fino a domani mattina, quando alle 11 alla chiesa della Sacra Famiglia si svolgeranno i militari del soldato. Con la bara avvolta nel tricolore e con tante domande, ancora senza tutte le risposte attese da chi Andrea lo conosceva e lo amava. (f.g.)

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