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Sel e Fratelli d’Italia contestano: «Così la città in ginocchio»

GROSSETO. Per Sel la maggioranza di centrosinistra, con il bilancio di previsione approvato lunedì, ha tradito il mandato amministrativo; per Fratelli d'Italia l'aumento della pressione fiscale è...

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GROSSETO. Per Sel la maggioranza di centrosinistra, con il bilancio di previsione approvato lunedì, ha tradito il mandato amministrativo; per Fratelli d'Italia l'aumento della pressione fiscale è talmente insopportabile che per protesta i due consiglieri, Angelini e Rossi, hanno abbandonato l'aula prima del voto. Piovono critiche da destra e da sinistra sulla giunta Bonifazi. Per la capogruppo di Sel, Cristina Citerni, è stato approvato «Un bilancio da ragionieri, privo di un progetto di città», senza «una visione di ampio respiro sul futuro di una comunità», ma con solo «il misero vanto di aver fatto tornare i conti». Per la Citerni «sconcerta il metodo arrogante con il quale si giunge all'approvazione di un atto così importante», senza concedere spazio alla concertazione che le parti sociali avevano richiesto a maggio. Eppure, secondo al capogruppo di Sel, proprio in momento di eccezionale gravità, come l'attuale, servirebbe «confrontarsi con chi costituzionalmente rappresenta un interesse collettivo di rilievo». Sel – ricorda la capogruppo – denuncia da tempo «l'emergenza rappresentata dalle nuove povertà, da quel disagio sociale che rischia di compromettere in modo irreversibile la coesione di cui la nostra città è stata da sempre un esempio. Non troviamo risposte in questo bilancio – dice – non troviamo nessuna attenzione nelle parole di chi ci governa». E poi la Citerni punta il dito sull'addizionale Irpef unica, che non fa piè differenze tra fasce di reddito, sottolinea che, contrariamente a quanto viene affermato, «si tagliano fondi alla spesa sociale trincerandosi dietro la riduzione del numero dei residenti» e si mettono appena 10mila euro nel fondo per le condizioni di estremo bisogno, mentre il gettito di imposte e tasse sale di oltre 3 milioni. Infine, ed è ciò che più preoccupa la capogruppo di Sel, nella relazione al bilancio «si dichiara di voler cambiare profondamente la natura dei rapporti tra i cittadini ed il Comune, che dovrà limitarsi ad un ruolo di controllore dell'operato dei soggetti privati erogatori di servizi. La vendita delle farmacie comunali, l'esternalizzazione dei servizi educativi, rappresentano allora solo il primo passo di un percorso che la giunta ha tracciato e che si propone di completare il lavoro iniziato dalla destra nei suoi nove anni di governo della città». Ecco quello che la Citerni definisce il tradimento del mandato elettorale. Fratelli d'Italia, invece, contesta l'aumento della tassazione a livello comunale. «In perfetta sintonia con i governi nazionali che si sono succeduti – scrive Fabrizio Rossi – la giunta ha presentato una serie di aumenti di tributi locali che si sommano all'inasprimento della tassazione nazionale degli ultimi due anni. Si continua a caricare i cittadini di balzelli, anziché andare a rivedere la spesa corrente e porre in essere riforme strutturali sul lato dei costi dell'ente. La spirale della tassazione non finisce e, alla fine, sarà tassata la povertà». Di qui la decisione di Fratelli d'Italia di abbandonare l'aula per protesta al momento del voto.

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