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Grosseto

Scuola di Scarlino Scalo, è guerra di ricorsi

Scuola di Scarlino Scalo, è guerra di ricorsi

Battaglia legale fra aziende con il Comune parte civile, ma i lavori slittano ancora

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SCARLINO. È un caso complicato nella sostanza, poco influente nella pratica. Parliamo delle sentenze al Tar presentate per l’annullamento della gara di appalto per la costruzione della nuova scuola elementare di Scarlino Scalo e più precisamente di quello presentato dalla Costruzioni Camardo srl, una delle due società che non si sono aggiudicate la gara, andata alla D’Errico srl. Nella sostanza, infatti, il tribunale ha respinto il ricorso in quanto la ditta non ha indicato a quale privato avrebbe affidato il subappalto in caso di aggiudicazione del bando; ma il Tar ha sottolineato comunque «la particolarità della vicenda e i contrasti giurisprudenziali esistenti in ordine ai profili esaminati». Nella pratica, invece, questo non può essere un passo avanti per il Comune, pronto a iniziare i lavori, visto che ancora mancano le motivazioni della sentenza dell’altro ricorso, quello presentato dalla società De Blasis, attese comunque tra qualche giorno. E senza quelle, l’amministrazione comunale non sa come procedere e il progetto ambizioso e milionario della nuova scuola elementare resta in una situazione di stallo. È una battaglia che va avanti a suon di normative, ricorsi e controricorsi. Una guerra tra ditte, vincitrice e non, e Comune di Scarlino (parte civile) che ancora non lascia stabilire se e quando partiranno i lavori per la costruzione dell’edificio.

Prendiamo il ricorso della Comardo. Questa ditta ha presentato al Tar la richiesta per l’annullamento della gara, sostenendo che ci siano state «censure in violazione della legge» e «abuso di potere». Di tutta risposta, la D’Errico, la vincitrice, ha presentato un proprio ricorso chiedendo l’esclusione dalla gara della Comardo per diversi motivi. Si sono creati così due ricorsi: quello “principale” (della Comardo) e quello “incidentale” (della D’Errico). E qui sta il primo inghippo, come sottolinea la sentenza in apertura: entrambi i ricorsi non possono essere accettati, seppur si basino su due argomenti diversi. Spiega il Tar: «il ricorrente principale non conseguirebbe nessun concreto vantaggio dall'accoglimento del suo ricorso, ove fosse contestualmente accolto anche il ricorso incidentale». Tradotto: per la Comardo è inutile che la gara venga annullata, se tanto poi deve essere esclusa dalla stessa. Ed è questo l’orientamento del tribunale: «garantire “un ricorso efficace”, cioè un ricorso che possa produrre effetti concretamente utili». E tra i due ricorsi è stato accolto quello della D’Errico, perché l’altra società, la Comardo, nella sua busta non aveva indicato la ditta a cui avrebbe affidato il subappalto del lavoro. Respinto così questo ricorso, ora non resta che attendere le motivazioni dell’altro, quello presentato dalla De Blasis. A quel punto, l’amministrazione potrà capire come muoversi, ma l’unica cosa chiara sembra essere che i lavori per la nuova scuola non inizieranno tanto presto. (a.f.)

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