Il Tirreno

Grosseto

Investito a sette anni in pieno centro del paese

di Alfredo Faetti
Investito a sette anni in pieno centro del paese

Il bambino stava attraversando la strada quando è stato urtato da un’auto Protestano gli abitanti del Grilli: «Vanno troppo veloci, qualcuno intervenga»

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GIUNCARICO. In un attimo il sangue le è diventato solido ghiaccio e una morsa stretta allo stomaco le ha tolto il fiato. Un attimo, a cui ne sono seguiti altri che pian piano le hanno riportato aria nei polmoni. Ma all’inizio non c’è stato altro se non la scena di un’auto che andava addosso a suo figlio di sette anni, investendolo. Un fulmine improvviso, apparso dal nulla mentre il piccolo stava attraversando la strada per andare a prendere lo scuolabus. Soltanto più tardi, all’ospedale Misericordia di Grosseto, arriverà la certezza che le condizione del bambino non sono gravi e che gli unici segni lasciati sono un enorme spavento che scorre ancora sottopelle. Ma mentre la famiglia può tirare un sospiro di sollievo, nel piccolo paesino di Grilli c’è chi alza la voce: «Qua le macchine vanno veloci e non c’è nessuno che controlla».

A dire il vero, gli abitanti della frazione gavorranese la voce è da diverso tempo che la alzano. «Dove sono le istituzioni?» chiedevano a gran voce esattamente un anno fa dopo i funerali di Franca Colombini, la donna di 64 morta a Siena dopo tre mesi di agonia, investita anche lei nel bel mezzo del piccolo borgo.

Per fortuna, è andata meglio al piccolo di sette anni preso da un’auto ieri mattina mentre andava a prendere insieme alla madre lo scuolabus che lo avrebbe portato alla scuola elementare di Giuncarico. Erano da poco passate le 7 di mattina quando, secondo una prima ricostruzione, il piccolo ha attraversato restando vittima dell’incidente, senza conseguenze gravi, come poi stabiliranno i medici del Misericordia, dove è stato subito trasportato. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e i vigili urbani di Gavorrano per i rilievi . «Cosa vuole che le dica? – ci chiede seccato un abitante – Sì le macchine vanno veloci qua, tanto nessuno controlla». Il paese, del resto, è attraversato da una lungo rettilineo che porta gli automobilisti più incoscienti a premere sull’acceleratore. Ed è proprio su questo che gli abitanti chiedono d’intervenire, con dossi, autovelox o con qualsiasi altro sistema che controlli le velocità delle auto.

La questione era finita anche in consiglio comunale grazie a un’interrogazione del centrodestra di Jurij Di Massa, ma alla fine non è cambiato niente. «Siamo convinti che se ci fossero state le adeguate protezioni lungo la carreggiata o altre segnalazioni, come noi da tempo chiediamo, quell’incidente magari non ci sarebbe stato o forse sarebbe andata diversamente e senza vittime» diceva un amico della signora Colombini al suo funerale. Ma nulla e ieri mattina la storia si è ripetuta, grazie al cielo con un finale diverso.

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