Sicurezza
Crisi in farmacia: 5 licenziati
Posti persi nei negozi privati, quelli pubblici invece portano nelle casse del Comune solo 25mila euro
FOLLONICA. Licenziamenti nelle farmacie private follonichesi, mentre le due attività pubbliche fanno incassare all'ente comunale solo 25mila euro. Non è un buon momento neppure per le chi vende medicinali, la recessione si fa sentire e meno guadagni valgono meno posti di lavoro: sarà anche colpa dell'apertura di una seconda farmacia comunale? Il dubbio viene ed è venuto anche ieri mattina ai consiglieri comunali dell'opposizione presenti alla riunione della commissione convocata appositamente per discutere dell'argomento.
A Follonica sono cinque le persone che hanno perso il lavoro (dipendenti che da anni lavoravano nelle attività del Golfo): lo hanno comunicato dalla maggioranza nel corso dell'incontro di ieri mattina, giustificando la notizia come una conseguenza fisiologica della crisi economica. Dopo aver appreso la questione, dalle minoranze è subito scattata la domanda, che era impossibile non fare: è vero che la recessione in atto sta creando problemi a tutto il mercato, ma quell'apertura a Cassarello non è stata un'ulteriore stangata per le imprese private del settore? A rispondere alla perplessità politica è il responsabile provinciale delle farmacie private, Goffredo Bartolozzi, che interpellato sulla questione spiega che in realtà poco conta se il punto vendita a Cassarello sia pubblico o no, perché per le leggi nazionali comunque in quel quartiere doveva aprire un altro negozio di questa tipologia. «È vero che a Follonica, ma non solo, nel corso del 2013 sono stati licenziati dei dipendenti – spiega Bartolozzi – ma poco dipende da quella farmacia: chiaramente un ulteriore punto vendita influisce e ha influito sugli incassi degli altri, ma se non fosse stato pubblico quel negozio sarebbe stato privato». Nel corso della riunione poi i consiglieri hanno affrontato un altro argomento, quello degli introiti dell'azienda municipalizzata: solitamente gli animi si scaldano quando si tratta la questione e anche stavolta la consuetudine non è stata smentita. Tra le due farmacie comunali (la prima aperta in Zona Nuova, mentre la seconda a Cassarello inaugurata solo nel 2012 ) a vendere di più è l'attività dei Palazzi Rossi con un milione e sette mila euro di incassi (dato riferito all'anno 2013 fino ad agosto compreso), l'altro negozio ha incassato invece 999mila euro. In tutto il totale è di circa due milioni di euro. Non male peccato però che poi nelle casse comunali sono entrati solo 24mila 660 euro: una cifra molto bassa rispetto agli introiti. Torna quindi in auge il dibattito sull'opportunità di aver voluto aprire un secondo punto vendita pubblico in Cassarello: all'epoca della discussione sull'indirizzo stabilito dall'attuale maggioranza di governo, l'opposizione disse che non era necessario investire denaro in una nuova attività commerciale anzi qualcuno ventilò anche l'ipotesi di vendere la prima azienda farmaceutica dei Palazzi Rossi, perchè poco convenienti per le casse comunali. I soldi verranno destinati all'emergenza abitativa e forse anche ad un altro progetto relativo ad alcuni defibrillatori da donare alle scuole cittadine.
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