Finanza
AMARE I CANI È ALTRA COSA
Per prima cosa una domanda al pubblico, forse estasiato dall’epicità omerica della caccia: avete mai osservato sui cassoni dei suv quelle bellissime e comodissime gabbie in cui stazionano i cani al...
Per prima cosa una domanda al pubblico, forse estasiato dall’epicità omerica della caccia: avete mai osservato sui cassoni dei suv quelle bellissime e comodissime gabbie in cui stazionano i cani al freddo o al caldo mentre i loro amorevoli padroni se ne stanno o al bar per il caffettino o dentro l’abitacolo con il condizionatore acceso? In tre o quattro o cinque in quelle condizioni di amorevole cura si fanno anche centinaia e centinaia di chilometri per giungere al piacere di chi li ama veramente. Non voglio fare di ogni erba un fascio, c’è anche chi si comporta con rispetto verso i cani, ma qui stiamo parlando della maggioranza dei cacciatori. Tralasciando a malincuore le mie orribili esperienze personali passerò a documentare con articoli che Il Tirreno ha pubblicato nel tempo e perciò facilmente verificabili da chiunque. 14 gennaio 2012: “Dimenticati in una jeep muoiono quattro cani da caccia”; 11 maggio 2012: “Cane straziato da un laccio illegale”; 19 settembre 2012: “Il cane Scooby ammazzato a fucilate perché disturbava la caccia”; 19 ottobre 2012 “Il cane setter Therim terminata la carriera da cacciatore abbandonato dal suo amorevole padroncino”. Termino questo veloce elenco con una trasmissione della Rai (GR1 deI 15 ottobre 2012 ore 7,40) in cui lo speaker comunicava testualmente : “L’associazione nazionale delle assicurazioni (Ania) conferma che in una sola annata venatoria sono circa 7.000 i cani uccisi di proposito dai loro padroni cacciatori al fine di riscuotere l’assicurazione stipulata contro gli incidenti agli stessi animali. 6.000 cani circa invece vengono impallinati accidentalmente (calcolati solo quelli che ricorrono a cure veterinarie) e circa 5.000 sono invece quelli che vengono straziati dalla difesa degli ungulati e spesso lasciati morire dissanguati senza nessun tipo di aiuto”.
Per terminare vorrei ringraziare la Lav, l’Associazione Maremma Randagia, l’Enpa e tutti quanti si adoperano giornalmente, nel silenzio mediatico più assoluto, a raccogliere i cani abbandonati e a cercare di riaffidarli a persone che vogliano loro veramente bene, anche in appartamenti di 30 mq.
Nicola Mazzieri
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