Trasporti
Perillo e Gori contro il Comune
E in 5 minuti ne contiamo 19 in sella e 13 portate a mano
GROSSETO. Vietato da anni (ma senza la dovuta segnaletica) il transito delle biciclette in centro storico continua a far discutere. Ora, dopo la mediazione della Fiab, è uscito fuori il compromesso. Non sarà l’accordo storico che mise insieme democristiani e comunisti, ma ognuno ha i propri problemi e con quelli deve fare i conti: due ruote bandite solo da corso Carducci e (si pensava) tanti saluti alle polemiche. Eppure, qualche risentimento c’è ancora. Sì, perché la via d’uscita imboccata dall’amministrazione a braccetto con l’associazione dei ciclisti non piace. E soprattutto non è rispettata.
Finisce 13 a 19 e tutto si risolve in cinque minuti. No, non è il risultato di un’improbabile partita di calcetto, ma il traffico delle due ruote nel corso. Cinque minuti a contar biciclette. Risultato? 19 ciclisti indisciplinati e 13 che spingono il proprio bolide a mano. Accanto a questi ci sono sempre i soliti (e impuniti) venditori abusivi e le solite vetrine dei negozi, con titolari tartassati e morsi dalla crisi. Siamo sicuri, si chiedono i maligni, siano le bici il problema del centro storico? Questione di priorità.
Intanto su Facebook la gente si scatena. Il gruppo “Vogliamo andare in centro in bicicletta a Grosseto” ha raggiunto 800 adesioni in 7 giorni: c’è chi richiama ai modelli di circolazione sostenibile presenti in molte città del nord Italia e dell’estero e chi chiede l’introduzione di una ciclabile su corso Carducci. Contraria alla chiusura alle biciclette è l’ex assessore alla cultura, Fulvia Perillo: «Sarebbe possibile avere ciclabile e strisce pedonali. Se vogliamo che Grosseto diventi una città moderna ed ecologica è indispensabile sfruttare proprio la sua caratteristica principale, quella di essere pianeggiante». Ma la Perillo va oltre e arriva a ipotizzare «La possibile chiusura al traffico di mezzi a motore nell’anello circostante le Mura» sia per motivi «D’inquinamento che di sicurezza». Pesante la presa di posizione del capogruppo del Movimento 5 Stelle, Giacomo Gori. «Che differenza c’è tra corso Carducci e altre vie del centro storico? Soltanto perché è più frequentato da pedoni? Ma è proprio questa caratteristica che, da sola, salvaguarda di più i passanti da eventuali comportamenti malsani di alcuni villani ciclisti». Comportamenti che, zCome sappiamo, sono presenti in una piccolissima parte. Sarei curioso di sapere, dal corpo dei vigili urbani, quanti incidenti sono successi con dinamiche in cui una bicicletta investe un pedone. Farò una ricerca. E poi non si pone l'attenzione sul dato certo che vede l'aumento dei fatturati delle attività situate in vie percorse da bici: se fossi un negoziante del corso Carducci non la prenderei bene questa scelta!». Ma il portavoce grillino se la prende anche con la Fiab: «Avrebbe dovuto insistere nel togliere il divieto di accesso anche per corso Carducci e invece si tende a salvare sempre capra (rapporti con le istituzioni) e cavoli (figuraccia istituzionale), così come successe con la ciclabile di via Brigate Partigiane, dove associazione e Comune furono fianco a fianco durante l'inaugurazione di un'opera che lascia molto a desiderare, fatta male, pericolosa».
Maurizio Bernardini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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