Il Tirreno

Grosseto

DUE ANNI DI INFERNO

Maltratta e sequestra la moglie Condannato

GROSSETO. E' stato condannato a 1 anno e 6 mesi - come da richiesta del pm onorario Dompetrini - l'albanese di 43 anni abitante a Grosseto rinviato a giudizio nel 2011 dopo la denuncia presentato...

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. E' stato condannato a 1 anno e 6 mesi - come da richiesta del pm onorario Dompetrini - l'albanese di 43 anni abitante a Grosseto rinviato a giudizio nel 2011 dopo la denuncia presentato dalla moglie, connazionale e di dodici anni più giovane di lui. Lo ha deciso il giudice Puliatti, che ha sospeso la pena e ha concesso la non menzione e che ha ritenuto come più grave di tutte le contestazioni quella di sequestro di persona: la donna era stata tenuta chiusa a chiave in camera da letto, più volte, per pochi minuti o per delle ore, spesso al momento di uscire di casa. Una ricostruzione contro la quale si è lungamente speso il difensore, Finamore.

Quelli denunciati dalla donna e poi ricostruiti in aula (le motivazioni saranno depositate entro il 5 dicembre) erano stati una decina di episodi di maltrattamenti articolati in quasi due anni, tra il 2008 e il 2009. La Procura, una volta attivata la procedura del Codice rosa e ottenuti i necessari riscontri, aveva identificato le condotte dell'uomo in maltrattamenti e lesioni. Un elenco lungo. Minacce con il coltello, con ferite alle gambe giudicate guaribili in tre giorni (18 novembre 2008). La rottura del setto nasale conseguenza di uno schiaffo, con il divieto di andare al pronto soccorso (4 marzo 2009). Le minacce di non tornare più in ospedale (5 marzo 2009). Le botte che arrivavano ogni giorno. Le minacce che arrivavano quasi con pari frequenza. I rapporti sessuali cui sarebbe stata costretta contro la sua volontà. I documenti e il cellulare chiusi a chiave in una valigia per impedirle di allontanarsi. Due costole fratturate (5 settembre 2009). Un portacenere che aveva colpito alla testa la donna, costretta dopo aver ricevuto uno schiaffo anche a pulire il pavimento dai mozziconi e dalla cenere, gettandola a terra e afferrandola per i capelli. Le offese ripetute. Queste le condotte che vengono contestate all'uomo, imputato anche singolarmente per le lesioni (la frattura del setto nasale giudicata guaribile in trenta giorni) come anche per il sequestro di persona all'interno della camera da letto chiusa a chiave. Il tutto con l'aggravante dei fatti commessi ai danni del proprio coniuge. (p.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa