Il Tirreno

Grosseto

Intercettati i venditori dei cuccioli

di Pierluigi Sposato

Operazione Binario 21, ecco le carte che accusano l’allevatore e il mediatore maremmani perquisiti dalla squadra mobile

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GROSSETO. In Maremma gli indagati dell’operazione “Binario 21” sono due: Francesco Ruocco, 58 anni, titolare dell’allevamento “San Rocco”, di Principina Terra; e Alessandro Lulli, 38 anni, abitante a Grosseto, il mediatore. La Procura di Padova li ha inclusi tra i quindici presunti responsabili dell’associazione per delinquere che importava dall’Ungheria cuccioli di cani e gatti non commerciabili per età e perché privi di documentazione sanitaria; cuccioli che sarebbero poi stati messi in vendita mediante inserzioni su internet.

Lupo Bastardo. Capofila sarebbero stati Eugenio Merighi (“Lupo Bastardo”) e l’ungherese Teofil Sorin Malos, per un’organizzazione che si sarebbe ramificata in Veneto, Emilia Romagna e Toscana. Ruocco è considerato un responsabile logistico, per aver custodito gli animali, Lulli sarebbe stato una della “cellule operative” per il trasporto e il reperimento dei clienti, nonché per la consegna (spesso ai caselli autostradali) previo pagamento su carte poste-pay. L’organizzazione avrebbe raggirato almeno 8 persone, consegnando animali che sarebbero stati importati dall’Ungheria in condizioni di viaggio spaventose.

Perquisizione. Nell'allevamento di Ruocco, secondo quanto riferito dalla polizia di stato di Padova al termine delle indagini, è stato rinvenuto «un accampamento per oltre 80 cani, rinchiusi in container o posti sotto i letti in gabbie in condizioni critiche, 33 dei quali con età inferiore ai tre mesi che sono stati esaminati e identificati mediante l'intervento di personale medico-veterinario intervenuto su richiesta» (ma l’Asl non ha preso provvedimenti, ndr). Ancora, «l'indagato possedeva anche svariati passaporti canini non riconducibili ai cuccioli ivi presenti. Lo stesso è stato denunciato anche per somministrazione pericolosa di medicinali non autorizzati. Alcuni medicinali, ad uso umano ed animale, erano detenuti illegalmente in quanto sprovvisti di prescrizione medica».

Intercettazioni. Le conversazioni di Lulli, anche lui sottoposto a perquisizione qualche giorno fa, sono state ascoltate dalla squadra mobile di Padova, coordinata dal pm Roberti. Lulli si sarebbe presentato come “Carlo” e avrebbe tenuto una stretta rete di contatti con un altro mediatore, Gianni Lombardi, con il quale in soli due mesi (2011) era solito sentirsi ogni giorno (339 contatti). «Sia Lombardi che Lulli hanno avuto numerosi contatti con utenze aventi prefisso estero dell’Ungheria». Addirittura, 1408 contatti con Malos per Lulli.

Veterinari compiacenti. Lulli avrebbe invitato la titolare di un negozio di toeletta per cani - che aveva avuto problemi di salute per un cucciolo - a rivolgersi a una veterinaria amica di lui, a Firenze, o anche a cercare la «collaborazione di un veterinario di Padova compiacente e da corrompere» quando gli esemplari fossero stati sprovvisti di libretto sanitario.

Stretta collaborazione. Altre intercettazioni dimostrano, secondo il pm padovano, che tra Lulli e Ruocco c’era «uno stretto rapporto di collaborazione». Da una telefonata del maggio 2011, «è emerso con chiarezza non solo il coinvolgimento di Ruocco che evidentemente è solito fornire cuccioli di cane agli indagati, ma anche il fatto che lo stesso li importa dall'estero; inoltre dallo stesso colloquio e' stata posta in risalto la scaltrezza e la spregiudicatezza del Lulli nei confronti degli ignari clienti».

Tutto in regola. Intercettato ancora nel maggio 2011, Lulli ribadisce a una cliente cui era morto un chihuahua: «Allora io te l'ho detto prima. Il cane chi me l'ha portato, ha una licenza import -export, cioè porta i cani regolari, quindi non importa stipati nelle macchine... Segui il ragionamento e... questi portano i cani con un furgone. Perché questi cosa succede. Quando arrivano ad Udine alla frontiera, lì fermano, perché non è come su Striscia la notizia che dicono dei cani. Questi lì fermano e... no,no, ascoltami... No, perché è regolare, controllano i cani, controllano il passaporto, controlano i chip e ci sono dei veterinari della Usl di Udine. Se il veterinario ritiene che quella cagnina non avesse 3 mesi, non l'avrebbe fatta passare...»

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