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Il Vajont e la paura di scordare

Il Vajont e la paura di scordare

Da Follonica al Veneto un viaggio-simbolo colmo di emozioni

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FOLLONICA. «Un percorso che illumina le nostre coscienze»: così gli studenti del Golfo descrivono la visita a Longarone. La diga del Vajont, l’incubo dopo il sogno, la storia che non dev’essere mai scordata affinché disastri del genere non si ripetano più. Cinquant'anni fa accadeva quello che mai gli abitanti di Longarone si sarebbero immaginati. In pochi secondi l’acqua invase completamente il paese.

Da Follonica sono partiti alla volta del Veneto 45 giovani studenti delle superiori per vivere in prima persona quel tragico giorno. «Siamo andati là - raccontano i ragazzi al loro ritorno - con la voglia di muoverci, vedere e conoscere, con la convinzione che la consapevolezza si costruisce solo con l’esperienza. Il rischio più grande che si possa commettere è dimenticare, e loro non vogliono farlo e non vogliono che altri lo facciano. La loro speranza è più forte di quell’onda di cinquanta anni fa». Le impressioni dopo questa importante esperienza sono molte e diverse, c’è chi parla di commozione, chi di choc. C’è chi dopo aver ascoltato quelle storie così lontane si chiede per quante altre volte gli italiani diranno “mai più”, perché quella del Vajont non fu una catastrofe naturale, ma fu opera dell’uomo. «Mi sono sentita piccola e impotente - racconta una ragazza - sia di fronte alla grandezza della natura che agli intrighi dello Stato». «Non dobbiamo dimenticare – dicono gli studenti - Questa orribile tragedia è stata provocata dalla stupidità dell’uomo. Da mali grandi come questi dovremmo imparare a occuparci meno delle nostre piccolezze. La diga del Vajont doveva essere un sogno e portare speranza, ma in pochi minuti quel sogno si è trasformato in un incubo. Ci siamo sentiti dispiaciuti e feriti; non è giusto morire per errore di terze persone soprattutto se esse hanno preferito il silenzio. Un grande dolore». La forza di rimettersi a lavoro e andare avanti senza scordare il passato ma per costruire un futuro: questo ha la scolaresca: conoscere e vedere da vicino serve a crescere e a diventare persone consapevoli perché episodi del genere siano scongiurati. (p.v.)

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di Redazione Pisa