Il Tirreno

Grosseto

Emissioni choc, ma sbaglia impianto

di Alfredo Faetti
Emissioni choc, ma sbaglia impianto

Tecnico del Comune che ha rilasciato la Via all’inceneritore pubblica una foto della ciminiera e scatena la polemica

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SCARLINO. Fumo bianco che esce da un camino, due foto della Piana di Scarlino pubblicate su facebook e una didascalia che lasciava intendere come quelle emissioni «sospette» arrivassero dall’inceneritore. Poi, il giorno dopo, dati Arpat alla mano, ecco la smentita. Un copione già visto, ma questa volta ci sono un paio di dettagli in più che trasformano la solita discussione virtuale in un caso un po’ più spinoso. In primis, c’è da dire che quel camino non è di Scarlino Energia ma della Solmine, impegnata in una regolare attività di spurgo dell’impianto. Insomma, si è sbagliato l’impianto. Ma soprattutto, a ingigantire la cosa è l’autore delle due foto: Patrizio Biagini, il responsabile del settore Agricoltura e Forestale del Comune di Scarlino, lo stesso che a suo tempo ha firmato un parere tecnico sulla Via (valutazione d’impatto ambientale) rilasciata poi all’inceneritore. Lui però difende il suo intento: «a prescindere che i fumi di questo tipo provengano da una ciminiera o l'altra, questo risulta inquietante e ci fa preoccupare». Questo è un caso nato e montato su internet. «Ha fatto la relazione poi sbaglia impianto» commenta con tono ironico un dipendente di Scarlino Energia. L’uscita su quel fumo bianco di domenica pomeriggio non è piaciuta per niente ai lavoratori dell’impianto, visto che sono stati tirati in ballo nella didascalia delle foto. «Chiara ironia» si difende Biagini. Non è piaciuta neanche al sindaco Maurizio Bizzarri. «Chi ha pubblicato quelle foto spero che si scusi pubblicamente, anche con i dipendenti di Scarlino Energia» ha scritto ieri sul social network il primo cittadino, senza mai citare il suo responsabile. Ma delle scuse chieste dal sindaco, ieri, il responsabile non ha fatto nessun accenno nella sua risposta: «una volta la responsabilità è di uno, una volta è dell'altro, ma la cosa certa è che non possiamo pensare ad uno sviluppo di questo lembo di Maremma». A far da cassa di risonanza alle foto dei fumi è stato proprio il suo ruolo. La denuncia di un’emissione sospetta dai camini dell’inceneritore (fondata o meno che sia) non è cosa nuova su facebook, ma se a lanciarla è lo stesso tecnico che ha rilasciato, a nome dell’amministrazione, un parere in occasione del rilascio delle autorizzazioni ecco che la lettura cambia. Tant’è che sotto alle due foto pubblicate nel giro di poche ore sono piovuti commenti a grappoli: decine e decine d’interventi che chiedevano lumi su quelle emissioni. «Il camino in questione è della società Solmine che in data 13 ottobre ha avuto il riavvio dell'impianto sotto il controllo di Arpat – ha spiegato ieri Bizzarri - Non ho nessun dato da Arpat che al riavvio di Solmine ci siano stati valori anomali oltre al vapore che solitamente fuoriesce». All’atto pratico, si è trattato di un’attività di spurgo dell’impianto, una procedura di routine alla Solmine quando si riprende la produzione dopo uno stop programmato per dei lavori. Era vapore acqueo, in poche parole. «Ma ripeto, la ciminiera chiamata in causa non è quella dell’inceneritore» prosegue Bizzarri. Un mezzo pastrocchio insomma, tutto social.

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