Proteste
Artigiani e commercianti, ora è guerra
La rabbia delle associazioni per Tares e Irpef: «Una stangata. Vedremo il sindaco, deve ripensarci»
GROSSETO. Rete imprese, cioè tutti gli artigiani e i commercianti, di centrodestra e di centrosinistra, attaccano il Comune per gli ennesimi aumenti delle tasse: sui rifiuti e dell’addizionale Irpef, alzata al massimo per scelta dell’Amministrazione. Parlano chiaro: con l’economia in ginocchio, manovra più assurda non poteva esser fatta.
«La stangata è servita - scrivono Cna, Confartigianato, Ascome e Confesercenti –. Ne abbiamo avuto sentore giovedì scorso quando l’assessore Tei, su nostra pressante richiesta, ci ha ricevuto anticipandoci i numeri – in alcuni casi da paura – della Tares: un 20% di aumento medio per tutti, per la necessità di coprire il 100% dei costi (lo scorso anno era il 78,2%) con picchi anche del 500% per le categorie più colpite. E questo con un atto del tutto unilaterale. Abbiamo anche noi contattato il sindaco Bonifazi, invitandolo a valutare la possibilità di un rinvio dell’argomento (il termine di legge è fissato nel 30 novembre, il decreto sulla Tares non è stato ancora convertito e gli emendamenti, se accolti, potrebbero ridurre l’impatto del tributo). Il rinvio non è stato accordato. Resta l’impegno del sindaco – in un lettera che abbiamo ricevuto l’indomani – ad apportare “prima del 30 novembre, termine per l’ assestamento di bilancio, eventuali modifiche o integrazioni”. Riguardo alla Tares, quindi il nostro giudizio è sospeso. Mercoledì prossimo incontreremo il sindaco, vedremo».
«Ma leggendo i giornali ecco un’ulteriore sorpresa: l’aumento (al massimo consentito) dell’addizionale Irpef. Una delle nostre richieste, visto che la Tares avrebbe fruttato almeno il 20% in più, era quella di ridurre il peso dell’Irpef. Così in attesa di un confronto che non sarà facile e che riguarderà non solo la Tares ma l’intera manovra di un bilancio su cui le uniche anticipazioni (o quasi) sono quelle lette sui giornali, non siamo oggi nella condizione di pronunciarci».
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