Il Tirreno

Grosseto

La salma di Andrea arriva in Italia. Il dolore dei colleghi

di Francesca Gori
La salma di Andrea arriva in Italia. Il dolore dei colleghi

Il comandante del Cemivet ha incontrato la madre. Il giovane sottufficiale sarebbe stato ucciso da un malore

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GROSSETO. Nella sua casa della cittadella, Jolanda aveva preparato tutto per abbracciare di nuovo suo figlio. Avrebbe cucinato per lui, tra pochi giorni. Gli avrebbe fatto trovare quello che più gli piaceva e lo avrebbe accarezzato con l’amore che solo lo sguardo di una mamma riesce ad appoggiare con delicatezza sulla pelle di un figlio. Anche di quello che è stato portato lontano dal lavoro, che veste una mimetica, che è addestrato agli scenari di guerra. Tornerà, probabilmente oggi, il sottufficiale Andrea Coppa, ucciso probabilmente da un malore in Kosovo, alla base della Kfor dove aveva quasi compiuto la sua missione. Jolanda lo abbraccerà per l’ultima volta: non ci saranno le pentole sul fuoco ad aspettare Andrea. Ci sarà soltanto il dolore di Jolanda e quello degli uomini e delle donne che con lui lavoravano al Cemivet, il Centro militare veterinario di Grosseto. Un dolore che due giorni fa ha travolto anche il comandante Luca Virgilio. È stato lui il primo a incontrare Jolanda nel suo appartamento di via Repubblica Dominicana. Il protocollo prevede infatti che sia il comandante del corpo di appartenenza del soldato morto a dare la notizia alla famiglia, prima che si diffonda sugli organi di stampa. Prima che entri in quelle case bagnate di dolore senza bussare alla porta con il dovuto riguardo. «Personale dell’esercito è ora vicino alla mamma di Andrea - spiega Virgilio - ma una tragedia così grande e inspiegabile non potrà mai essere accettata da una madre».

Da pochi giorni Virgilio è il nuovo comandante del Cemivet dopo che negli ultimi 12 mesi ha seguito gli uomini al fianco del colonnello Pettinari. E il ricordo di Andrea, che al Centro di Grosseto si occupava dell’ufficio addestramento operazioni, è vivo più che mai. «Andrea era un ragazzo gioviale, sempre sorridente - spiega il comandante - e stavamo contando i giorni che ci separavano dal suo rientro. Soprattutto nel suo ufficio, dove i colleghi avevano bisogno di lui». È il sorriso del militare grossetano, quello che ha colpito nell’ultimo anno il neo comandante. Il ricordo di quella bocca che si allargava, di quei denti che spuntavano dalle labbra e regalavano allegria.

Lunedì, probabilmente, la salma di Andrea Coppa tornerà in Italia. Non ci sono novità, sul fronte delle indagini che sono state affidate alla polizia militare e alla magistratura. Andrea Coppa sarebbe stato ucciso da un malore ma non è escluso che, una volta arrivato in Italia, la magistratura disponga ulteriori accertamenti.

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