Il Tirreno

Grosseto

Sindaci e consiglieri Tre amministrazioni vanno a giudizio

di Paola Villani

Nuovo ippodromo, domani comincia il “maxiprocesso” per la presunta lottizzazione abusiva sull’impianto

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FOLLONICA. Domattina, ore nove: tre “legislature” follonichesi davanti al giudice del tribunale grossetano, a processo atti e documenti del nuovo ippodromo dei Pini.

Dopo tanto parlare si passa ai fatti: sessantuno avvisi di garanzia, tre sindaci coinvolti (Emilio Bonifazi, Claudio Saragosa, Eleonora Baldi), alcuni assessori dell’attuale giunta, consiglieri comunali delle passate amministrazioni e persone immischiate nella presunta compravendita degli alloggi interni al centro ippico sulla Sarzanese.

Una delle pagine più oscure e difficili della città del Golfo, una vicenda che da più di due decenni occupa le cronache locali, fin dal primo atto approvato in municipio quando la giunta allora guidata da Bonifazi decise di costruire un nuovo ippodromo e cambiare la destinazione d’uso dell’area dove fino al 2009 si tenevano le corse ippiche, in via Massetana, nel cuore della città. Al suo posto un centro ippico fuori Follonica, in una zona agricola: una struttura immensa, all’avanguardia, immaginata per diventare la più importante di tutta Europa.

Il sogno però si è infranto presto: problemi tanti, e un'inaugurazione arrivata a stento nel 2009. Poi dopo solo due anni la grana più grossa: la guardia di finanza sequestra le 167 foresterie interne. Nel 2012 ancora la bufera degli avvisi di garanzia seguiti a quell’inchiesta della magistratura. Il reato presunto è quello di lottizzazione abusiva, commesso secondo l’accusa nel momento in cui avviando il progetto del nuovo ippodromo (2000) l’ente pubblico non ha specificato in modo inequivocabile chi potesse comprare o affittare quegli appartamenti.

Club House: in queste due parole inglesi si racchiude tutta la vicenda giudiziaria: chi poteva essere socio del gruppo così da poter acquistare le case dell'ippodromo? Il cavillo non di poco conto è contenuto nella convenzione stipulata tra Comune e società Follonica Corse e Cavalli, concessionaria dell’area di proprietà pubblica con diritto di superficie per 99 anni. La Provincia di Grosseto nelle prescrizioni poste al progetto del nuovo centro ippico all’inizio del piano sottolineava la necessità di specificare nel patto tra pubblico e privato che «gli alloggi dovranno essere utilizzati solo da personale addetto al centro ippico e non affittati, alienati, o comunque affidati a terzi». Doveva essere chiaro a tutti che le foresterie non potevano essere commercializzate liberamente, ma solo a chi era del settore ippico, non essendo state realizzate come normali appartamenti, quindi con tutte le spese che ciò comporta.

Così sono finiti sotto inchiesta moltissimi atti comunali, dalla stipula della pre convenzione fino alla delibera della giunta Baldi di tre anni fa (dove secondo l’accusa si ripeteva lo stesso reato già commesso in passato inerente a quelle foresterie) diventata famosa con il nome di “spezzatino” dato dalla minoranza (il periodo quindi che dal 2000 arriva al 2010).

Da questi documenti la magistratura ha dedotto che è stata violata la legge in quanto «gli amministratori locali, prevedendo la possibilità di utilizzo delle foresterie dell’ippodromo di Follonica da parte dei soci della Club House _ così si legge nella citazione in giudizio _ in assenza di qualsiasi indicazione, prescrizione o controllo sui requisiti richiesti dalla statuto della Club House per diventare soci del club, consentivano alla società Follonica Corse e Cavalli spa e i suoi aventi causa di negoziare la cessione degli immobili in oggetto anche a terzi del tutto estranei all’attività del centro ippico». Nell’accusa notificata a tutti coloro che domani compariranno in tribunale, non c'è più l’abuso d’ufficio, ipotesi di reato che invece compariva nei primi avvisi di garanzia.

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