Il Tirreno

Grosseto

Segreteria, il Pd dà lo stop a Simiani

di Gabriele Baldanzi
Segreteria, il Pd dà lo stop a Simiani

«Incompatibile secondo il codice etico»: il comitato dei garanti “ammette con riserva” la candidatura del leader renziano

4 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Ora si gioca a carte scoperte. E a carte scoperte vengono fuori tutti i veleni e le divisioni che lacerano il Partito democratico di Grosseto. Al punto che si cercano di eliminare i contendenti ancor prima che la contesa cominci.

È questa la notizia clamorosa del giorno. Anzi, della tarda serata di ieri, quando dalla federazione di via Svizzera arriva la “bomba”: Marco Simiani, il leader dei renziani di Maremma che tutti davano già pronto a sfidare Barbara Pinzuti per la segreteria provinciale, rischia di essere escluso dalla competizione. Vagliando la sua candidatura, infatti, qualcuno ha rispolverato l’articolo 3 del codice etico del Pd, quello in virtù del quale chi riveste ruoli nel partito non può ricoprirli anche in società a scopo di lucro. Simiani dunque, presidente di Tiemme, sarebbe incompatibile; e ieri sera – giunto in federazione per formalizzare la sua candidatura – si è visto sventolare in faccia il cartellino rosso: un “diniego verbale”, ovverosia lo stop.

Apriti cielo. È scoppiato il putiferio e mentre su facebook partiva il tam tam degli “indignati”, il comitato dei garanti andava alla conta. Risultato? Un incredibile pareggio, 6 contro 6, e la salomonica decisione di sospendere il giudizio. Dopo una prima ipotesi di rimettere il caso alla commissione regionale, alla fine si è deciso per rinviare tutto di alcune ore: Simiani risulta ammesso con riserva, ma il nodo sarà sciolto solo oggi dopo una nuova riunione.

«Incredibile», commentano dall’entourage di Simiani, da dove fanno notare alcune “stranezze” quantomeno sospette. Una su tutte: neppure un anno fa lo stesso Simiani (già allora presidente della Rama) si candidò alle primarie per il Parlamento, e nessuno pose obiezione di sorta.

Finisce così a nervi tesissimi una giornata dominata fin lì dal “totoschieramenti”, dal gioco del “Chi sta con chi” in vista di quel duello tra Marco Simiani e il segretario uscente Barbara Pinzuti che tutti davano per scontato. Il primo lo sostengono i renziani e i moderati del partito, la seconda sta con Cuperlo e ha dalla sua parte il deputato (Luca Sani) e il vertice dell'amministrazione comunale del capoluogo.

La sfida del congresso si declina anche su altre figure di primo piano del Pd: Leonardo Marras vs Emilio Bonifazi. Annarita Bramerini dalla parte opposta rispetto a Luca Sani. E ancora Roberto Panfi contro Giancarlo Bastianini. Se la sfida si potrà combattere, l’esito si profila incertissimo e fino alla chiusura delle urne il risultato si sarà determinato da una lunga partita di Risiko.

Si attendono, uno a uno, tutti i posizionamenti: da Loriano Valentini al consigliere regionale Lucia Matergi. E ancora chi appoggeranno i civatiani, chi invece gli ex socialisti ed ex Idv Falletti&Menghetti, di recente transitati nel Pd. Un'altra realtà monitorata con attenzione è il Promontorio (Orbetello-Argentario), dove alcune tessere in quota a Simiani avrebbero sterzato, all’ultimo minuto, sulla Pinzuti. Idem l’assessore Luca Ceccarelli e il consigliere comunale di Grosseto Stefano Rosini. Ieri ha sciolto la riserva un altro assessore del capoluogo, Giovanna Stellini, che si era dimessa a giugno dalla segreteria provinciale: «Voterò Marco Simiani e lo ritengo un percorso di coerenza per quanto riguarda la realtà locale. Come segretario nazionale invece aspetto di leggere i programmi. Diciamo però, che sentendo Cuperlo mi pare di avere maggiori comunanze».

Il consigliere provinciale Ulrica Fatarella ha invece firmato e fatto firmare per Barbara Pinzuti. Giancarlo Bastianini, volpone con tanti congressi Dc alle spalle, è sereno: «AreaDem a Grosseto sta con il segretario uscente. Sono convinto che ci saranno sorprese. In città all’oggi si contano circa 250 nuove tessere rispetto al 2012, più quelle dell’ultimo minuto. Vediamo di chi sono. Molti arrivano per Renzi, ma non è detto che poi vadano su Simiani…».

Paolo Borghi mantiene ancora un profilo basso e non si schiera A lui interessa soprattutto il risultato in città e la segreteria comunale.

In corsa, per questo ruolo, ci saranno sicuramente Saimo Biliotti (renziano, una candidatura avanzata da Bonifazi e Borghi) e Andrea Santini (per i civatiani). Da ieri si parla anche di un terzo concorrente, area Marras: il giovanissimo Pietro Migliaccio. Anche di questa partita si sarebbe discusso, due giorni fa, in un incontro tra le due componenti (renziani e giaguari), ormai alleate.

Nelle sue pagine Facebook il moderato Nicola Falco scrive: «Poi ci sono loro, quelli che non mettono la firma né da una parte, né dall'altra parte; ecco lo voglio dire: non c’è più spazio per certi atteggiamenti, non c'è più spazio per voi. Ci avete stancato».

E proprio Borghi replica: «Uno sono io, perché non sono convinto di alcune cose». Sì, perché sul livello provinciale resta appunto da chiarire dove sta il vicesindaco Borghi. Si cerca di stanarlo da giorni. «Che devo dire? Vedo capriole, salti mortali, avvitamenti. Io sto sempre nello stesso posto. Molti cercano di giustificare le proprie scelte. Forse provano imbarazzo. Io non ho nulla da giustificare. Mi prenderò tutto il tempo necessario per decidere. Voglio capire. Mi sembra una scelta legittima. Con Simiani, che resta un amico, ho parlato anche oggi. Sa come la penso. Le mozioni sono distinte. Una cosa è il nazionale, altra il piano locale».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa